Maya Taylor racconta il papà attraverso una mostra
IVREA
Il liceo Gramsci ha ospitato la piccola e originale mostra che l’amatissima collaboratrice scolastica Maya Taylor ha allestito, con il placet del dirigente scolastico, Marco Bollettino, nel vasto corridoio che dall’atrio conduce alle aule, per raccontare agli studenti la figura del padre, il famoso musicista Sonnie Taylor, la sua lotta contro il razzismo e per i diritti civili e, attraverso di lui, anche se stessa. «Mio padre, Lionel Edmund Taylor, per tutti Sonnie, – spiega –nato a Trinidad nel 1925 e venuto a mancare a Ivrea, nel 1995, è stato pianista, compositore di rhythm&blues, jazz e musica leggera, ha svolto la sua attività artistica principalmente nel Regno Unito e in Italia. Io sono nata nel 1977, a Ivrea e la mia indole è più vicina alle origini paterne: miei ritmi lenti, infatti, hanno reso abbastanza difficoltoso il mio periodo legato alla scuola e alla socialità, in quanto la fretta pareva essere, per gli altri ragazzi, un valore aggiunto». «In questa piccola ma significativa mostra – evidenzia – ho portato anche una raccolta di testi fondamentali sul jazz, sulla lotta al razzismo e anche la pubblicazione Sonnie Taylor-From slavery to jazz, pubblicata nel 2023 che mia madre, Elsa Barzan Taylor, ed io abbiamo curato e che contiene, oltre ai testi degli interventi che si tennero in una serie di incontri organizzati da Ludovico Zorzi nell’ambito della stagione 1978 dei Servizi culturali Olivetti, con l’obiettivo di far conoscere la musica afro-americana a dirigenti, dipendenti e operai dell’azienda. Tra questi interventi, anche quello di mio padre, invitato a partecipare dallo stesso Zorzi». Per tutto il giorno, senza trascurare il suo lavoro, Maya ha risposto alle domande degli studenti che hanno mostrato grande interesse su quanto esposto e raccontato. Ne sono prova i commenti scritti sul registro dei visitatori. Vi si legge: «Grazie per questa giornata e per averci fatto scoprire un po’ del tuo mondo e della tua cultura. Sei una donna fortissima, simpatica e adorabile. Le foto con la tua famiglia mi hanno commosso e, insieme alla storia di tua madre e tuo padre sono ricordi preziosissimi e fa piacere vedere che li conservi con affetto. Fai conoscere la tua storia e continua a far appassionare i ragazzi al mondo del jazz». E, ancora: «Grazie per aver condiviso la tua bellissima storia con noi». f.F.
