Garlasco, iniziano le analisi su Dna e reperti: almeno tre mesi per avere i risultati
GARLASCO. Dopo tre mesi di indagini su Andrea Sempio, ma anche di colpi di scena e voci più o meno realistiche, da oggi la nuova indagine della procura di Pavia sulla barbara uccisione della 26enne Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 nell’abitazione di via Pascoli a Garlasco, entra nella fase più delicata. Ovvero le analisi genetiche su impronte e reperti (alcuni mai analizzati) trovati nella casa di Garlasco: in termini giuridici è l’incidente probatorio, ovvero la cristallizzazione di prove con accertamenti irripetibili per un eventuale processo. Analisi che dureranno almeno fino al 24 ottobre quando è fissata in tribunale a Pavia l’udienza conclusiva dell’incidente probatorio. Un termine che però appare difficile da rispettare.
Per il delitto sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere Alberto Stasi, fidanzato della vittima. Secondo i pm pavesi però sulla scena del crimine c’era anche Andrea Sempio, ora 37enne ed amico di Marco Poggi fratello minore di Chiara. Un’ impronta palmare di Sempio è stata trovata sulla scala che porta alla cantina, ovvero dove era stata trovata morta massacrata con un corpo contundente mai ritrovato Chiara Poggi. Un’ impronta però non insanguinata e che potrebbe quindi risalire a prima del delitto, dato che Sempio frequentava la casa di via Pascoli.
Le nuove analisi
L'inizio dell'incidente probatorio è fisato alle 10.30 in via Fatebenefratelli, a Milano dove ha sede la polizia scientifica. Lì si troveranno Denise Albani e Domenico Marchigiani, i periti nominati dalla gip Daniela Garlaschelli, i consulenti dei pm, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, e della difesa di Sempio, Luciano Garofano, che fu il comandante dei Ris di Parma che si occuparono del caso, e anche Luigi Bisogno, nominato da poco da Sempio ed ex ispettore superiore di polizia in pensione dal 2010. Per i genitori e il fratello di Chiara ci saranno Marzio Capra, Dario Redaelli e Calogero Biondi e per Alberto Stasi, Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni. Assieme a loro i legali, uno per la difesa, la parte civile e uno per Stasi.
Una schiera di esperti genetisti e dattiloscopici, alla presenza degli avvocati, si confronterà innanzitutto sulla utilizzabilità, allo stato attuale delle tecniche forensi, dei due profili genetici estrapolati dai margini ungueali di Chiara già durante il processo d'appello bis nei confronti di Stasi. E ciò in vista di una comparazione attendibile con il Dna di Sempio e con quelli di Stasi e di tutte le persone che hanno frequentato la villetta.
Inoltre si procederà, per quanto sia possibile, all'estrazione del Dna dalle impronte sulle fascette para-adesive, tra cui la numero 10 lasciata sulla porta dell'abitazione dei Poggi, e sul materiale allora repertato dal Ris di Parma nel 2007 oppure scartato perchè inutile o insufficiente per qualsiasi esame. Da quanto riferito il primo atto dell'accertamento irripetibile riguarderà la verifica dei verbali di custodia dei reperti ritirati giovedì scorso tra l’istituto di medicina legale di Pavia e la caserme dei carabinieri di via Moscova a Milano. Dopo di che, prima del rinvio a una nuova data, si concorderà il programma di massima sulla tabella di marcia. Probabilmente si comincerà con la spazzatura, tra cui il barattolino di Fruttolo, sequestrata all'indomani dell'omicidio e con le confezioni di cereali e cucchiaini per la colazione che Chiara, la mattina del 13 agosto 2007.
Tracce sulle unghie di Chiara Poggi, rischi di contaminazione
Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi potrebbe aver subito«"contaminazioni» il cui effetto sui profili genetici sarebbe «imponderabile».
Lo scrivono i consulenti della procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, nella relazione genetico-forense acquisita agli atti dell'incidente probatorio al via martedì nella nuova inchiesta su Andrea Sempio, indagato nella nuova indagine per l'omicidio della 26nne Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
Per loro si tratta di una delle «importanti precisazioni» che vanno fatte rispetto ai «campioni identificati» sul quinto dito della mano destra, sul primo e sul quarto dito della mano sinistra della vittima e attribuiti dalla difesa di Alberto Stasi ad Andrea Sempio, il 37enne amico di Marco Poggi, il fratello della vittima.
In particolare per uno dei 5 aplotipi del cromosoma Y, che identifica una linea paterna, e ritenuto «perfettamente sovrapponibile» al campione prelevato da Sempio su una tazzina di caffè, un cucchiaino e una bottiglietta d'acqua sottratti al commesso di Voghera dall'agenzia investigativa SKP.
Previderè e Grignani hanno basato la loro consulenza su 37 screenshot di «tracciati elettroforetici»(i grafici che permettono di identificare frammenti di Dna) fisicamente effettuati nel 2014 a Genova dal professor Francesco De Stefano, perito della Corte d'assise d'appello di Milano nel processo bis che ha condannato a 16 anni Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara.
I due consulenti dei pm Napoleone-Civardi-De Stefano-Rizza ritengono che le tracce identificate nel "secondo round" di analisi da De Stefano (la prima e la terza avevano dato esiti diversi) possano essere utilizzare per «comparazioni» ma ritengono anche che la «mancata replica dei profili» sulle unghie (per ragioni di quantità del materiale biologico) apre alla «possibilità» di «fenomeni artefattuali di amplificazione», anomalie o «minime contaminazioni», si legge nelle 61 pagine della consulenza. —
Pinelli (Csm): ««Serve più rispetto per la vittima»
«Dovremmo tutti pensare a un passo indietro rispetto alla vicenda Garlasco». Così il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli ha parlato a Sky TG24. «Sarebbe più rispettoso della vittima e degli indagati un momento di silenzio così chi deve compiere gli approfondimenti li compia senza nessuna pressione di carattere mediatico e senza interventi continui di avvocati, consulenti - ha aggiunto Pinelli -. La fiducia nella magistratura non debba essere data per acquisita. Il magistrato non lavora mai per il consenso, ma è importante il riconoscimento che ha la figura della magistrato nella società»
