Farida, la magistra d’erbe che annota gli antichi saperi in tanti quaderni
TRAVERSELLA
Il mondo delle erbe, un tempo appannaggio di una sapienza popolare tramandata oralmente, si sta oggi riscoprendo attraverso l'incrocio fecondo tra tradizione e ricerca scientifica. In questo scenario, figure come Farida Bregola, magistra d'erbe e colonna portante del Club Amici della Valchiusella presieduto da Laura Lancerotto, rappresentano un ponte vivente.
Nata nel 1949 a Trecenta, un piccolo comune in provincia di Rovigo arriva in Piemonte, con tutta la sua famiglia, dopo l’alluvione del Polesine e si stabilisce a Colleretto Giacosa. «Mi sono sempre piaciute le erbe», inizia a raccontare Farida, la cui passione è nata quasi per caso. «Abitavo a Colleretto Giacosa e una cliente del mio negozio di alimentari mi parlava sempre delle raccolte delle erbe spontanee in Valchiusella. Così ho iniziato a partecipare alle passeggiate del Club Amici della Valchiusella», ricorda. Il suo nome, Farida, che in arabo significa "unica, preziosa", sembra riflettere la sua essenza: minuta, esile ma forte nel carattere: l’immagine della solidità. Il percorso di Farida verso la maestria è stato graduale e profondo. Tante passeggiate, ore di studio, serate con botanici esperti, fino a diventare ufficialmente magistra d'erbe nel 2006. Il suo ruolo, ben più di un titolo formale, è il riconoscimento di una competenza sul campo, forgiata da anni di studio, osservazione e pratica diretta.
TUTTO È FASCINO
«Delle erbe mi affascina tutto: vederle nel prato, raccoglierle, i fiori che producono – spiega – e soprattutto, quando si diventa esperti, si sente sempre più la necessità di studiare le loro proprietà in maniera scientifica». Farida è oggi la decana delle magistre che animano eventi che vanno avanti da oltre trent’anni come El sabat d'le erbe, appuntamento di punta del Club Amici della Valchiusella. Il suo legame con la valle è viscerale, nato alla fine degli anni '60, quando con il futuro marito, già frequentatore della Valchiusella, decise di visitare una baita. «Nel 1972, aspettavo il primo figlio, e mio marito, con grandi sacrifici, ne comprò una. Da lì non ci siamo più spostati», ricorda con affetto. Farida è una scrupolosa custode della memoria. I suoi quaderni, un vero tesoro di sapere, raccolgono appunti su ogni erba incontrata, ma anche le preziose testimonianze delle conversazioni con le anziane contadine che ne custodivano l'uso tradizionale. Questo lavoro certosino ha permesso di preservare la memoria orale degli antichi magistri, figure centrali nel mondo delle erbe di un tempo. Ma la sua conoscenza non si ferma alla teoria.
NON SOLO TEORIA
Farida è anche un'esperta di cucina, dove la pratica e l'esperimento si fondono per esaltare i sapori della terra. «Mi è sempre piaciuto cucinare, raccolgo le erbe e poi le cucino – rivela – cerco ricette nei libri, le provo e poi le modifico a seconda delle esigenze e dei gusti». La sua dedizione alla ricerca è significativa. «Nella conoscenza delle erbe è importante la pratica e la memoria, ma è fondamentale lo studio. Ci troviamo con le altre magistre, leggiamo insieme i libri, scambiamo le conoscenze per capire a fondo e spiegare al meglio le caratteristiche di ogni erba», sottolinea.
LA PRIMA PASSEGGIATA
Farida ricorda con orgoglio la sua prima passeggiata da magistra nel 2006, quando un botanico, ascoltandola descrivere un fiore, si congratulò con lei, segnando l'inizio ufficiale della sua “carriera". Il sapere del Club Amici della Valchiusella, anche grazie all'instancabile lavoro di Farida e delle altre magistre, ha varcato i confini della valle. Nel 2007, il gruppo ha partecipato a un evento al castello sforzesco di Milano, curato da Gualtiero Marchesi, e nel 2009 a una rassegna gastronomica al Porto Antico di Genova. In quest'ultima occasione, le "ragazze terribili" della Valchiusella incantarono i presenti al punto da "costringere" i ristoratori a mandare via i clienti, tanto erano affascinati dai racconti delle maestre in trasferta. Le passeggiate guidate, veri e propri momenti di scambio e apprendimento, sono il luogo ideale per Farida. «Preferisco parlare delle erbe in montagna, in mezzo alla natura – afferma – . È il mio ambiente e si crea un rapporto forte con tutti i partecipanti». Qui, Farida e le altre magistre svelano i segreti di piante umili ma ricche di proprietà benefiche, spesso dimenticate dalla cucina contemporanea anche se oggi c’è attenzione e, a cominciare dai locali della valle, sono proposte le erbe in piatti di stagione.
PONTE FOLLE
Il regno di Farida è a Ponte Folle a Traversella, dove sorge la Casetta delle erbe. È il luogo di ritrovo degli eventi del Club, un posto di formazione, dialogo, condivisione. Il locale è stato sistemato con passione ed è tenuto con estrema cura, come se fosse la casa del gruppo. Per questo Farida ne parla con commozione: «Guarda quante erbe ci sono in questo posto! È il più bel posto del mondo. Qui, quando facciamo le cene e tutti sono contenti, per me è una grande soddisfazione». Non è un caso che la sua pianta preferita sia la bistorta, simbolo di unione e legame, valori che Farida incarna. In un’epoca in cui si riscopre il valore del legame con la terra e le sue risorse figure come Farida Bregola sono fondamentali. La sua conoscenza non è solo un bagaglio di nozioni ma è l’arte dell’insegnare che aiuta a preservare un patrimonio prezioso per le generazioni future. Recentemente, un anonimo ha lasciato un biglietto alla Casetta delle erbe con una frase suggestiva: «Vai amico. Ti sia leggero il passo e favorevole il vento». Un augurio che sembra estendersi a tutte le magistre d'erbe, perché il loro passo leggero continuino a incantare e arricchire questa magica valle tramandando passione e conoscenza. —
