Ober lancia la sua ultima personale, quaranta tele e una si svela in diretta
CUORGNÈ. Ha voluto chiamarla “Laultima” (sì, tutto attaccato e senza apostrofo) perché la volontà sarebbe quella di chiudere in grande spolvero un percorso artistico che dura da oltre mezzo secolo, ma il condizionale è d’obbligo vista la reazione di chi è gli più vicino e non crede sia possibile dato il talento, inesauribile, e la capacità di trasferire su tela emozioni intensissime.
Beppe Obertino, Ober, per tutti, ha voluto dare appuntamento a chi l’ha seguito, lo segue e non ha alcuna intenzione di smettere di farlo per una mostra evento che vedrà il suo vernissage domani pomeriggio, giovedì 19 giugno, alle 18, nell’ex chiesa della Trinità, a Cuorgnè. «Ci ho lavorato un anno – confida – , proprio perché volevo curare ogni dettaglio, ogni particolare trattandosi, davvero, dell’ultima occasione per propormi al pubblico con una mia personale. Ne ho fatte tante di mostre in più di cinquant’anni di attività, ho esposto ovunque, anche all’estero, ho ricevuto una sfilza di riconoscimenti, posso affermare di essere soddisfatto di ciò che ho ottenuto, ma è tempo di far calare il sipario e non per via dell’età (ha compiuto 80 anni a gennaio, ndr), ma perché so quante energie occorre mettere in campo, quante difficoltà devi affrontare perché il risultato sia all’altezza delle aspettative. Troppo. Anche per uno come me che non ha mai smesso di mettersi in gioco. Ringrazio tutti coloro che mi esortano a recedere dai miei propositi perché mi sono affezionati e posso assicurare loro che mi vedranno ancora, magari, partecipare a delle collettive, ma mi limiterò a quelle scegliendo con cura dove e quando presenziare».
Ottant’anni, dunque («Ho sempre glissato sulla mia età – annuisce, divertito, l’artista cuorgnatese – , riproponendomi, quando li avessi compiuti, di dire, finalmente, che ottanta, adesso, li ho sul serio, perché nasconderli, perché mascherarli, alla fine: ci sono”), una passione per la pittura esplosa nel periodo in cui Obertino cominciava ad affermarsi come vetrinista, mestiere che lo ha visto protagonista assoluto, rendendo uniche le sue creazioni in centinaia di atelier. «Io dico sempre che ho vissuto due vite: quella precedente la professione di vetrinista e quella successiva – spiega - . Trascurerei la prima, per concentrarmi sulla seconda che mi è servita a capire chi ero e che cosa veramente avrei voluto dalla vita. Prima del corso da vetrinista, durato tre anni, avevo già fatto un corso di disegno a mano libera e lì avevo capito che disponevo di una buona manualità. È stato grazie ad un insegnante di Storia dell’arte, innamorato del futurismo, che ciò che avevo dentro ha potuto venire fuori in modo prepotente. Poi, un ulteriore incontro che si è rivelato un’illuminazione, quello con l’arte di Tamara de Lempicka, la pittrice polacca appartenente alla corrente dell’Art Dèco. Nei primi quadri c’è molto di lei, del suo stile personalissimo che unisce cubismo e neoclassicismo. Sì, un’autentica fonte d’ispirazione».
Della sua arte, originalissima, Ober spiega che si tratta di «pittura concettuale perché c’è sempre un concetto nascosto che non è detto potrà mai essere rivelato», per certo le sue opere sono fortemente decorative perché sanno impreziosire l’ambiente dove sono collocate.
Quaranta le tele in esposizione alla Trinità da giovedì come detto, sino a lunedì 23 giugno (orario 10/12 e 15.30/18.30) che abbracciano un’intera, lunga carriera che è tutt’altro che conclusa, con la novità assoluta dello svelamento in diretta, durante l’inaugurazione, di un quadro dedicato alla grande pittrice messicana Frida Kahlo. «Il quadro è ispirato proprio ad una sua frase, “lei guarda più in là” – riferisce Beppe Obertino - . Una donna straordinaria, Frida, dalla vita tormentata, una donna passionale, indipendente, riluttante ad ogni convenzione ed ogni schema sociale, una donna libera. Sognavo di dedicarle qualcosa e sono immensamente felice d’averlo fatto».
E a proposito di qualcosa di non convenzionale, il vernissage vedrà la partecipazione della drag queen Rose Miss Petite Bonbon, Regina d’inverno Nord Italia 2025, con una performance che si annuncia sensazionale. Ober, intanto, continua a dipingere, attività che oggi alterna a quella di insegnante di disegno, pastello morbido, all’Uni3. «Sono stato allievo, ho imparato e adesso mi piace trasferire un po’ delle mie conoscenze in chi ha ed avrà il piacere di seguirmi – confessa - . Mi piace, mi stimola, mi gratifica».
