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Июнь
2025

Con Cosmo al festival elettronico di Torino c’è anche il Quintetto di Brosso

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BROSSO. Al festival di musica elettronica che si è svolto sabato e domenica a Torino, organizzato dal collettivo Ivreatronic di cui Cosmo è fondatore, e che andava sotto il nome di “Libera repubblica di Ivreatronic”, ha preso parte anche un ristretto gruppo musicale canavesano con l’aggiunta di un virtuoso strumentista di Groscavallo (Val Grande di Lanzo).

Un quintetto di quelli che spopolano in Valchiusella e nei paesi della Bassa Dora Baltea, quello che domenica ha aperto la giornata di chiusura dell’evento ospitato al Bunker, uno dei club più versatili del capoluogo piemontese. “Bunker” non significa solo musica elettronica, infatti la partecipazione della formazione canavesana, della quale facevano parte due diplomati di conservatorio (una laurea magistrale) e un orchestrale, ha voluto rappresentare una fusione sperimentale tra generi musicali del passato e del futuro. Accolta dagli organizzatori capeggiati da Marco Bianchi, per tutti Cosmo, la formazione ospite è subito stata messa a proprio agio, complice un brindisi benaugurante. Ed è scattata l’empatia. L’esibizione del quintetto è stata intervallata da un gustoso pranzo preparato dagli improvvisati quanto eccellenti cuochi di Ivreatronic. Il tempo di degustare, e il gruppo canavesano ha ripreso a dare fiato agli strumenti proponendo, oltre ai valzer, polche e mazurche, e canzoni popolari piemontesi intonate da tre strumentisti. Voci alle quali si sono subito unite quelle dei ragazzi, subito dopo aver cercato sullo smartphone le parole dei motivi annunciati. Così Cosmo: «Invitando questa formazione si è voluto rompere lo schema rigido del festival, arricchendolo di una proposta artistica che abbraccia la musica e i canti della tradizione».

Da parte sua, Andrea Rolando, direttore di banda e coro, e uno dei componenti del gruppo ospite, ha voluto far notare che «l’accostamento di due generi così diversi dimostra come la musica affratelli e costituisca un ponte che unisce realtà apparentemente distantu. Se nel caso specifico l’obiettivo del festival era quello di fondere la tradizione con l’evoluzione, gli organizzatori della manifestazione hanno colto nel segno. E penso di interpretare il pensiero degli amici che erano con me, ringraziando il pubblico per l’attenzione e il coinvolgimento emotivo con il quale ci ha seguiti». g.g.















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