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Июнь
2025

La Broglina come l’Everest l’impresa di Antonio Limata

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Bollengo

La Broglina come l’Everest: non è l’amara constatazione di un cicloturista fuori forma alle prese con i tornanti della Serra, ma la sfida che si appresta ad affrontare Antonio Limata, appassionato delle due ruote di Tronzano, pronto a cimentarsi nell’Everesting: una prova estrema che consiste nel ripetere una salita tante volte quante ne servono per raggiungere gli 8.848 metri di dislivello positivo, pari all’altezza dell’Everest.

APPUNTAMENTO A MEZZANOTTE

L’appuntamento è per domani, sabato 21 giugno: a mezzanotte, da Bollengo, scatterà la prima ascesa verso Magnano. Limata prevede di concludere la sua impresa intorno alle 20. Un’iniziativa dal doppio valore: sportivo, certo, ma anche benefico. Il pubblico potrà infatti sostenere l’atleta e, allo stesso tempo, contribuire a una raccolta fondi che sarà interamente destinata ai progetti di ricerca oncologica del Fondo Edo Tempia di Biella.

4 ANNI FA

Quella di Limata non è la prima “scalata virtuale” dell’Everest sulla Broglina. A settembre di quattro anni fa, fu Silvia Grua – atleta canavesana – a portare a termine la prova: 343 chilometri percorsi in 18 ore e 11 minuti, per un dislivello complessivo di 8.912 metri. Per Bollengo, terra di sport e fatica, l’impresa sarà anche un’occasione per celebrare la propria vocazione ciclistica. Il paese, incastonato tra le colline moreniche dell’anfiteatro d’Ivrea, è stato più volte attraversato dal Giro d’Italia – sia sulla direttrice Viverone-Ivrea sia lungo la salita della Broglina – e si prepara ad accogliere anche la Vuelta a España, che il 17 agosto passerà da qui nella tappa inaugurale Venaria Reale–Novara dell’edizione 2025.

BOLLENGO E CICLISMO

Ma il legame tra Bollengo e il ciclismo affonda radici ancora più profonde. Tra i suoi figli c’era Angelo Ricca, classe 1917, promettente atleta la cui carriera venne spezzata dalla guerra. Prima del conflitto era considerato una vera promessa del ciclismo, e chissà cosa avrebbe potuto realizzare se la storia non fosse intervenuta. La sera del Primo Maggio 1945, quando ormai la Liberazione era alle porte e Ivrea stava per essere abbandonata dai nazifascisti, Ricca fu ucciso insieme al compagno Sergio Pavan da un contingente tedesco in ritirata, in quello che oggi è corso Jervis. Fu l’ultimo partigiano a cadere a Ivrea .A lui è intitolato il Trofeo Angelo Ricca, gara giovanile di ciclismo su strada, che tornerà a Bollengo il prossimo 24 agosto per la sua 24ª edizione. Una corsa che, anno dopo anno, onora la memoria di un giovane strappato troppo presto alla vita e allo sport che amava.—















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