Recupero ex piscina, 40 famiglie del campo Sinti sono da spostare
PAVIA. Per recuperare la piscina scoperta di viale Resistenza e riqualificare l’area sarà necessario spostare 40 famiglie di Sinti (88 persone) che vivono proprio a ridosso di quella che diventerà una zona di cantiere. La delibera di giunta che ne parla indica un’area nei pressi di via Saragat, a Pavia Est, anche se il sindaco Lissia aggiunge che verrà cercata una diversa sistemazione. E l’opposizione, con Nicola Niutta di Fratelli d’Italia, attacca: «Perchè il sindaco non ha condiviso questa informazione con i cittadini?».
Waterfront
Proprio nel corso dell’ultima seduta di giunta, l’esecutivo ha approvato la quarta variazione al progetto Waterfront, che prevede il recupero e la valorizzazione della sponda sinistra del Ticino. La modifica è consistita nello stralcio del recupero dell’edificio dell’ex Idroscalo, che seguirà un percorso burocratico differente. Tutto il contesto che va dall’ex Gasometro all’area della piscina verrà riqualificato e l’impianto sportivo verrà recuperato alla sua funzione originale. Ma proprio a ridosso dell’ex piscina si trova uno dei due campi di piazzale Europa abitato da famiglie Sinti; l’altro si affaccia sulla sponda del Ticino. Per effettuare i lavori sarà necessario spostare l’insediamento. E nella delibera di giunta si legge: «Nell’ambito dell’azione 6, si specifica inoltre che lo spostamento di una parte della comunità nomade, funzionale all’intervento, sarà effettuata utilizzando l’area di proprietà comunale identificata catastalmente (...) per una estensione complessiva di mq. 9500 necessari per ospitare 40 nuclei familiari, attualmente stanziati nell’area adiacente la piscina di viale Resistenza». Il riferimento catastale è a un’area che si trova in via Saragat, a Pavia Est, vicino alla Riso Scotti, zona che era già stata ipotizzata per questa finalità dall’amministrazione Fracassi. Dunque i Sinti andranno lì? Ieri il sindaco, Michele Lissia, ha puntualizzato: «In delibera, data l’urgenza di presentarla in Regione, abbiamo indicato il punto di cui si era parlato in precedenza. In realtà nella delibera si spiega anche che la destinazione finale potrà essere differente». E, in effetti, nello stesso documento si legge che dovrà essere fatta una variazione al Piano delle alienazioni e valorizzazione «fatte salve successive variazioni del sito destinato al trasferimento delle persone oggi occupanti le aree interessate dagli interventi da deliberare in sede di variazione dell’anzidetto piano».
Bramante ed Europa
L’idea dell’amministrazione sarebbe quella di utilizzare, per lo spostamento, una parte del campo che si trova lungo viale Bramante e delle aree che si trovano sul retro del palazzo delle esposizioni, verso via Cesare Correnti. Tuttavia, di questi terreni solo una parte sono di proprietà del Comune per cui il Mezzabarba dovrà avviare un dialogo con i proprietari.
Nel frattempo la pubblicazione della delibera ha acceso il dibattito politico. Nicola Niutta, capogruppo di FRatelli d’Italia in Consiglio comunale, dice: «Io so che le amministrazioni parlano per atti e la giunta ha approvato un atto che dice che le famiglie Sinti verranno spostate a Pavia Est. Questa è la quarta variazione a Waterfront in un anno per cui l’amministrazione ha avuto tutto il tempo di riflettere sull’insediamento. Quando era all’opposizione il centrosinistra criticava il sindaco Fracassi dicendo che prendeva decisioni in solitudine senza informare i cittadini. Mi pare che l’amministrazione Lissia faccia lo stesso, senza contare tutti gli ostacoli legali che furono opposti alla nostra amministrazione». Insomma, come sempre quando si discute di questo tema l’atmosfera si scalda.
Piazzale Europa e viale Bramante: circa 500 i residenti nei due siti
Nell’insediamento che si trova a ridosso dell’ex piscina scoperta di viale Resistenza si trovano 40 nuclei famigliari per un totale di 88 persone, tutti Sinti e tutti residenti a Pavia. A poche decine di metri si trova l’insediamento più numeroso di famiglie Sinti. Il campo di piazzale Europa esiste dal 1984. Si trova in una zona semi centrale della città, a ridosso del Palazzo esposizioni della Camera di commercio e a poca distanza dal rudere dell’idroscalo. L’insediamento conta oltre 300 persone, divise in una settantina di nuclei famigliari. Sono tutti residenti a Pavia, dove hanno diritto di voto e, anzi, molti di loro a Pavia sono proprio nati. Molti i minorenni e tanti i bambini che frequentano le scuole a Pavia o a San Martino Siccomario. Le famiglie vivono , per la stragrande maggioranza, in casette prefabbricate. Un secondo accampamento si trova lungo viale Bramante e ospita poco più di cento persone. Il problema del trasferimento del campo di viale Europa è transitato sulla scrivania di nove sindaci. Durante l’amministrazione Cattaneo, l’assessore ai Servizi sociali, Sandro Assanelli, aveva anche formulato un progetto per spostare le famiglie in strada Paiola. Sarebbe venuto a costare circa due milioni di euro allestire il nuovo campo, debitamente attrezzato. Poi l’argomento sparì dai radar della politica cittadina.
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