Добавить новость
smi24.net
World News
Июнь
2025

Sul Nivolet quasi 2mila ciclisti superano i 2mila metri, Paola Gianotti: «La salita è una scuola di vita»

0

CERESOLE REALE. Ormai è una sfida: quando il numero dei partecipanti al “Biking Gal – Nivolet Bike Day” raggiungerà la quota (2641 metri sul livello del mare) del colle? Ci si sta avvicinando a grandi passi, come commenta soddisfatta Paola Gianotti, l’ultracycler eporediese che ha ideato l’evento: «Sabato eravamo tantissimi, sicuramente tra i 1500 e i 2000 e la valle ci ha accolti con una giornata di sole bellissima che ha permesso a tutti di ammirare le bellezze di questo angolo del Gran Paradiso».

I partecipanti sono giunti in gran parte Piemonte, ma anche dalle altre regioni del Nord Italia, dalla Spagna e dalla Francia.

C’era anche un portoghese, oltre a tanti canavesani, primo fra tutti Mauro Durbano, vicesindaco di Ceresole e presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso, che ha pedalato in tandem con Maurizio Favaretto, atleta non vedente: insieme hanno raggiunto la vetta e potranno dire, come tutti gli altri “Ce l’ho fata! ”.

«È proprio questa la vittoria di ciascuno di noi – sottolinea Paola Gianotti –: essere stati presenti, essere arrivati in cima. Ho notato che, per una volta, lo sguardo dei ciclisti era concentrato più sul panorama che sul contachilometri. Riempirsi gli occhi di tanta bellezza evidentemente è più importante che limare qualche minuto al proprio record o al confronto con un amico-rivale. È questo lo spirito che auspicavamo e averlo raggiunto è una enorme soddisfazione. Altro riscontro estremamente positivo è stata la partecipazione femminile, superiore alle mie aspettative».

Il ciclismo e la salita come scuola di vita? «Assolutamente sì – prosegue Gianotti –: spesso mi viene chiesto cosa ci sia di bello nello sputare l’anima sui tornanti. È qualcosa che forse capiamo solo noi ciclisti, è la soddisfazione di farcela, di superare i propri limiti. E poi… in un contesto come questo, ciò che ti si offe agli occhi, ti ripaga di ogni singola goccia di sudore versata. Inoltre, sono convinta che superare una salita renda ciascuno di noi più consapevole della propria forza, delle proprie capacità, non solo in bicicletta, ma anche nella vita di tutti i giorni. Sudi, scali, arrivi e, quando torni a casa, nel tuo bagaglio personale ci sono più forza e più sicurezza in te stesso».

Quattro edizioni, un successo crescente, è inevitabile gettare lo sguardo sul 2026: «Ci saremo, senza dubbio – conclude Paola Gianotti – questa bellissima iniziativa che è stata resa possibile dalla disponibilità e dell’entusiasmo del Gal Valli del Canavese merita di essere riproposta, anche per l’entusiasmo dei partecipanti, che anno dopo anno tornano e si affezionano, così come succede ai “classici” di questo settore, come la salita allo Stelvio». E il prossimo anno ci sarà un apparato elettronico per contare i ciclisti e avere il numero preciso.Federico Bona















Музыкальные новости






















СМИ24.net — правдивые новости, непрерывно 24/7 на русском языке с ежеминутным обновлением *