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Июль
2025

Cinzia Coppola, una poesia che accade nel profondo

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Dopo l’esordio con Rêveries (2023 Delta3Edizioni), Cinzia Coppola torna con Un astro piccolo piccolo, nella collana Letture Meridiane curata dalla Prof.ssa Eleonora Rimolo, dell’Università del Molise.

La raccolta si compone di testi brevi, densi, attraversati da una tensione intima che si traduce in gesto, sguardo, parola. È una poesia che, attraverso la cura del linguaggio, cerca la verità esistenziale anche quando si annida nel dettaglio più ordinario, nel frammento, nel silenzio.

In queste pagine la parola si fa luogo da abitare, spazio in cui custodire ciò che rischia di andare perduto.

In Un astro piccolo piccolo si entra in una zona di soglia, in una topografia interiore attraversata da ferite, ricordi, gesti minimi. È una poesia che si misura con la sopravvivenza, che cerca nel dettaglio domestico e naturale — lo stendere i panni, il vaso rotto, l’ape — un modo per custodire ciò che resta di sé. Il verso si accorcia, il ritmo rallenta, si fa increspatura della coscienza.

Come scrive Eleonora Rimolo nella densa prefazione che accompagna il volume, “leggendo Un astro piccolo piccolo, si entra in una sorta di geografia intima, fatta di strade segrete, corridoi stretti e terreni inesplorati.” È una poesia che accade nel profondo, e che richiede al lettore lo stesso coraggio dell’autrice: quello di attraversare le viscere dell’io e del mondo.

Uno degli aspetti più interessanti della raccolta è la centralità del gesto: il gesto come atto minimo e sacro, che diventa rito per proteggere l’identità. “Stendi, piega, sistema i vasi rotti” — scrive Rimolo — e proprio questi gesti quotidiani, apparentemente marginali, diventano una risposta simbolica al disordine e alla deriva che minacciano le nostre giornate. La poesia di Coppola si nutre di questi atti silenziosi, e li trasfigura in strumenti di resistenza.

La raccolta ruota attorno a tre nuclei tematici: il rapporto con la natura, non una natura idilliaca o pacificata, ma attraversata da segni, vibrazioni, risonanze profonde. Rimolo evidenzia come la poesia riesca a far emergere “spiragli di luce” anche nell’oscurità più fitta: “un filo d’erba mosso dal vento, la presenza di un’ape colma di dedizione, un riflesso dell’alba” sono epifanie quotidiane che restituiscono, almeno per un attimo, un senso al disordine dell’esistere;

L’altro nucleo tematico rilevante è quello della frattura relazionale, l’esperienza del disamore e della manipolazione affettiva. Ma l’autrice non indulge nel lamento, non cerca consolazione. La sua parola è precisa, verticale, a tratti chirurgica. C’è una volontà chiara di dire l’amore non come ideale, ma come materia, come scontro tra corpi, come luogo di verità.

Il rapporto dell’autrice con la scrittura poetica è l’altra importante sezione della raccolta:

Dobbiamo giocare d’anticipo rigirare con la lingua i versi velocemente ingoiare fino al punto poi tornare indietro lentamente come passeggiando lungo un panorama.

In versi come questi la silloge rivela la sua intensità più profonda, mostrando una parola capace di attraversare la complessità del reale in modo essenziale e chiaro.

Il tempo, anche, gioca un ruolo centrale: non come linea cronologica, ma come battito interiore, fluire incerto in cui “si intrecciano memoria e oblio”. La poesia stessa si fa, allora, battito, respiro, atto di resistenza contro la cancellazione. In questo senso Un astro piccolo piccolo è un libro che sa restare nella mente e nel corpo del lettore, perché ogni testo è insieme ferita e tentativo di guarigione, rovina e germoglio.

Nel suo insieme, la raccolta si presenta come un corpo vivo, vulnerabile e luminoso, come l’“uomo-astro” evocato nel titolo della prefazione: piccolo, sì, ma irriducibile nella sua traiettoria. La figura umana che emerge da questi versi è spesso franta, “ridotta a rovine di un passato che non torna”, eppure ancora capace di “abbracci, pensieri benevoli, profumo d’erba appena tagliata”. È in questa tensione tra la dolcezza e la caduta che si misura la verità poetica dell’opera.

Con Un astro piccolo piccolo, Cinzia Coppola firma un’opera che si muove con grazia e forza tra corpo e memoria, tra ferita e rinascita, con un linguaggio che alterna intimità e visione, radicamento e soglia. Un libro da leggere come si ascolta un sussurro deciso: quello di chi, pur tra le crepe, ha scelto di brillare.

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