Treni, giugno e luglio “neri” fra cancellazioni e ritardi in provincia di Pavia
CERTOSA. Cancellazioni, sostituzioni, soppressioni parziali, interruzioni, rimodulazioni, blocchi totali. Dicono “basta” ai disservizi di Trenord i tanti pendolari che ogni giorno devono fare i conti con criticità diventate, nelle ultime settimane, ancora più intollerabili. «Ogni giorno è sempre peggio», sostengono dal Comitato Parcheggio Sbagliato S13 di Certosa. «Già alle 6 del mattino ci si collega all’app di Trenord per verificare le soppressioni. Nel pomeriggio, per chi utilizza la S13, c’è ormai la certezza di problemi sulla linea da Milano Bovisa a Pavia – spiegano -. Un giorno si tratta del guasto in una stazione, un’altra volta di uno scambio o di un treno guasto. E Trenord per lo più non fornisce alcuna comunicazione o soluzioni alternative».
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il monitoraggio giugno/luglio
In un report, stilato dai Comitati Pendolari che hanno monitorato il periodo tra il 16 giugno (inizio orario estivo di Trenord) e il l 7 luglio, si evidenzia che i ritardi hanno toccato quota 21% e le soppressioni il 3,80% sulla linea Alessandria – Novi Ligure – Milano; 17,30% e 8,40% sulla S13; 19,44% e 3,15% sulla Stradella -Pavia- Milano. Ma dal 7 luglio, precisano dal Comitato Parcheggio Sbagliato S13 di Certosa, «la situazione è precipitata, le performances sono calate giorno dopo giorno».
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Lunedì 8 luglio, alla stazione di Certosa, vi è stato un fermo linea per un guasto ad un treno di circa 330 minuti e l’investimento di una persona alle 9 del mattino nella stazione di Novate Milanese, nord Milano, ha comportato la soppressione dei suburbani S13 fino a sera. Il 17 luglio oltre 140 minuti di ritardo per un incendio alla stazione di Villamaggiore.
«Nella giornata del 21 luglio, a Certosa, è stato un delirio sia per chi ha deciso di usare i mezzi pubblici sia per chi ha ripiegato sull’uso dell’auto privata, con S13 stracolma e A7 bloccata. Il 24 luglio Trenord ha utilizzato bus urbani sostitutivi con sedute limitate e così molta gente è rimasta in piedi», fanno sapere dal Comitato.
«Tutti usano le parole chiave dell’Agenda 2030, con lo slogan “mobilità sostenibile”, ma sono parole vuote. Nelle stazioni del Sud Milano e del Nord Pavese e alle fermate degli autobus urbani ed extraurbani dilaga la frustrazione», spiegano Emilia Furno e Michele Barbieri, ricordando alcune delle criticità affrontate quotidianamente dai pendolari: l’inagibilità della ciclabile da Pavia a Milano, chiusa senza data di riapertura, gli 8 mesi di senso unico alternato con semaforo sulla ex statale dei Giovi tra i comuni di Casarile e Vellezzo Bellini, la fatiscente stazione Certosa, l’annesso parcheggio a pagamento da ormai 9 mesi.
Insomma, i disagi sembrano non avere fine. «Continuiamo a chiedere, senza ascolto, un intervento politico ed istituzionale – aggiungono -. Siamo molto preoccupati per quanto succederà nelle prossime settimane, sia per il blocco del ponte del Po sia per l’interruzione del passante a Milano Rogoredo. Poche notizie da parte di Trenord, spesso ambigue e non comprensibili, stanno portando i pendolari alla decisione di abbandonare il mezzo pubblico». —
Stefania Prato
