Si allarga l’associazione InOltre «Serve un piano per il turismo»
CERVESINA
«Rendere l’Oltrepo Pavese una destinazione turistica». Ieri pomeriggio, al castello di San Gaudenzio a Cervesina, si è riunita l’associazione “InOltre” per la prima volta, dopo l’allargamento della base degli associati non solo alle strutture ricettive, ma anche alle cantine e alla ristorazione, in totale 54 realtà.
La fusione, su impulso di Colline & Oltre, la partecipata di Intesa Sanpaolo, Fondazione Banca del Monte e Fondazione Cariplo, è stata decisa per riunire le strutture che si occupano di turismo sul territorio.
Durante l’assemblea è stato eletto il nuovo consiglio direttivo: Simone Scarani (presidente), Giorgio Liberti (vicepresidente), Barbara Toti (segretaria e tesoriera), Jacopo Bariani, Giorgio Matto, Massimo Barbieri, Lino Scaravonati, Massimo Bergaglio (consiglieri).
Dopo la parte assembleare, è intervenuto Stefano Bonini, presidente di “Visit Rimini”, scelto come consulente per la pianificazione della comunicazione e le azioni di marketing. Mettere a sistema tutta l’offerta turistica del territorio e migliorare la comunicazione online saranno le prime iniziative. Accanto a queste, ad ottobre, l’Oltrepo Pavese si presenterà ufficialmente come destinazione turistica, grazie ad InOltre, alla Fiera Ttg di Rimini, manifestazione di riferimento per la promozione del turismo.
«Vogliamo avviare una comunicazione online più strutturata, collaborando con una piattaforma di riferimento – ha spiegato Bonini –. Ciò porterà alla nascita di un portale di destinazione, per promuovere le aziende e gli operatori, dove il territorio racconta le esperienze, i pacchetti turistici e tutti i servizi che è in grado di vendere. Il tema è far diventare l’Oltrepo una destinazione turistica, cosa che al momento non è».
L’altra azione sarà focalizzarsi sui temi forti che devono spingere il turista a venire in Oltrepo: «Non basta più dire che ci sono le cantine e il vino buono o la buona cucina – ha aggiunto Bonini –. Bisogna strutturare un’offerta integrata che preveda l’alloggio, la ristorazione, le cantine, ma anche i servizi (come il noleggio delle bici, le guide turistiche, le escursioni) per far sì che il turista possa vivere il territorio in maniera approfondita, facendolo rimanere qui almeno un weekend o tre/quattro notti, mentre oggi il soggiorno medio non arriva a due notti. Bisogna iniziare ad approcciare in maniera industriale il settore turistico, come altri territori più avanzati stanno già facendo». L’associazione dovrà affrontare anche il tema dell’interesse sempre più frequente dei turisti stranieri per l’Oltrepo, ma anche il problema della scarsità di posti letto per la ricettività: «Sta nascendo un interesse molto forte, soprattutto dopo il Covid, per le destinazioni secondarie, che però devono farsi trovare pronte, con le strutture giuste, il proprietario che parla almeno l’inglese, tutti i comfort principali, offrendo però anche un’esperienza, come la visita in cantina in bicicletta o facendo la vendemmia, perché il turista straniero evoluto vuole portarsi a casa qualcosa di unico», ha ribadito il consulente.
Stesso discorso per la ricettività: «Già adesso in Oltrepo gran parte della ricettività è extra alberghiera, ma anche questa deve professionalizzarsi, perché il turista straniero è disposto anche a pagare di più per un servizio di qualità – ha concluso Bonini –. Certo, se ci fossero più posti letto alberghieri non guasterebbero, ma l’attuale offerta ricettiva deve generare performance migliori». Oliviero Maggi
