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Июль
2025

Il caso Jain, come vivere dieci anni da ambasciatore di Stati inesistenti: senza nomina e senza vergogna. Arrestato

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India, in una palazzina anonima di Ghaziabad, periferia urbana di Nuova Delhi, si trovava una delle ambasciate più improbabili della storia diplomatica contemporanea. Il “rappresentante” non era un diplomatico, né un funzionario di carriera, ma un uomo con una fervida immaginazione. Harshvardhan Jain, 47 anni, arrestato dalla task force dell’Uttar Pradesh con l’accusa di aver gestito per anni una missione diplomatica del tutto fittizia.

Il finto ambasciatore di Paesi immaginari

I Paesi che affermava di rappresentare non compaiono su alcun atlante: «Seborga», «Poulvia» e «Lodonia». Entità tanto fantasiose quanto redditizie, almeno per il sedicente ambasciatore. «Le sue attività principali consistevano nel fungere da intermediario per trovare lavoro all’estero per aziende e privati, oltre a gestire una rete di trasferimento di denaro tramite società di facciata», ha dichiarato la polizia indiana nel comunicato che ha accompagnato l’arresto.

L’Artico occidentale: una copertura pittoresca

Una delle creature più surreali tra quelle rappresentate da Jain è l’«Artico occidentale», che nella realtà corrisponde a una Ong con sede negli Stati Uniti, «dedicata allo studio e alla conservazione della vasta, magnifica e desolata regione» dell’Antartide occidentale. Secondo la polizia, l’organizzazione avrebbe concesso a Jain il titolo di «console onorario in India» in seguito a una «sostanziosa donazione».

Un castello di carta e ritocchi fotografici

La truffa, meticolosamente orchestrata, poggiava su un castello di carta costruito con falsi documenti, sigilli contraffatti e fotografie abilmente ritoccate: in alcuni scatti, Jain appare a fianco di leader mondiali, con l’aria compunta e la posa cerimoniale dell’uomo di Stato. In casa, gli agenti hanno rinvenuto passaporti contraffatti, timbri del ministero degli Esteri indiano e di «decine di altri Paesi», insieme a 4,5 milioni di rupie in contanti (circa 50.000 euro) e quattro automobili con targhe diplomatiche fasulle.

Il diplomatico mai nominato

Secondo quanto riferito dal funzionario di polizia Sushil Ghule, Jain avrebbe costruito un vero e proprio ecosistema truffaldino, vendendo illusioni e solide finzioni. «Non è mai stato nominato o autorizzato a ricoprire la carica di ambasciatore», hanno precisato le autorità.

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