Mattarella: “A Gaza difficile vedere catena di errori involontari e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”
“Sul Medio Oriente è persino scontato affermare che la situazione a Gaza diviene, di giorno in giorno, drammaticamente più grave e intollerabile“. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del “Ventaglio”, al Quirinale, parla della guerra in corso nella Striscia e punta il dito sulle giustificazioni del governo israeliano ai raid contro i palestinesi. “Si è parlato di errori anche nell’avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell’aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l’uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione“, sottolinea Mattarella. PEr il Capo dello Stato “è difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”. “L’incredibile bombardamento della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza è stato definito un errore. Da tanti secoli, da Seneca a Sant’Agostino, ci viene ricordato che ‘errare humanun est, perseverare diabolicum‘”, ha rimarcato il presidente della Repubblica.
“Riaffiora, gravissimo, l’antisemitismo” – Durante la tradizionale cerimonia con l’Associazione stampa parlamentare il Capo dello Stato ha parlato anche di antisemitismo. “Una diffusa tendenza alla contrapposizione irriducibile, alla intolleranza alle opinioni diverse dalle proprie, al rifugio in slogan superficiali e in pregiudizi, tra i quali riaffiora, gravissimo, l’antisemitismo, che si alimenta anche di stupidità“, ha detto Mattarella.
“Prosegue postura aggressiva della Russia” – Nel giorno il suo nome è finito nell’elenco pubblicato sul sito ministero degli Esteri russo tra gli “esempi di manifestazione di russofobia“, Mattarella parla anche di Mosca. “Prosegue, angosciosa, la postura aggressiva della Russia in Ucraina: un macigno sulle prospettive del continente europeo e dei suoi giovani”, ha detto il presidente della Repubblica. “L’aggressione della Russia all’Ucraina ha cambiato la storia d’Europa. È ben noto che i Paesi dell’Unione e della Nato che, insieme alla Russia, si affacciano sul Mar Baltico nutrono la grave preoccupazione, se non – come viene enunciato – la convinzione che la Russia, dopo quella all’Ucraina, coltivi il proposito di altre, nuove iniziative di aggressione, a scapito della loro sicurezza se non addirittura della indipendenza di alcuni di essi”, ha aggiunto. “Sul piano della realtà delle relazioni internazionali la scelta e la postura della Russia – ha sottolineato Mattarella – hanno, più che stravolto, cancellato l’equilibrio; equilibrio che garantisce la pace e dissuade da avventure di guerra. È la storia – maestra di vita – che insegna che, fin tanto che non saremo riusciti a eliminare dalla vita internazionale le tentazioni di dominio su altri popoli (ciò che, più o meno, equivale a far scomparire il male dall’umanità), è l’equilibrio che impedisce di seguire le tentazioni di dominio”.
“All’Ue servono adeguate capacità difensive” – Per tutte queste ragioni, per Mattarella, servono “adeguate capacità difensive dei Paesi raccolti nell’Unione Europea, perché questa possa realmente svolgere il ruolo cui è chiamata: essere attrice di sicurezza e promotrice di pace. A questo – ha aggiunto – corrisponde l’urgente necessità della costruzione della politica estera e di difesa comune, anche allo scopo di rendere effettiva e non illusoria la sovranità dei suoi Paesi membri, condividendone aspetti di dimensione sovranazionale”.
“Si tenta di demolire l’Onu per egoismi di potere” – Il presidente della Repubblica ha poi rimarcato “la tendenza, da più parti coltivata, di accantonare l’irrinunziabile centralità del multilateralismo. Anche attraverso – ha sottolineato – il tentativo di screditare e demolire il ruolo dell’Onu, dei suoi organismi, delle sue agenzie, facendo perno su lacune e scarsa efficacia della sua azione: condizioni che, in larga misura, derivano da limiti e privilegi prodotti da egoismi di potere di singoli stati, a partire dall’antistorico diritto di veto“. “Chiediamoci: il mondo sarebbe stato migliore senza l’Onu?”, ha aggiunto.
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