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Август
2025

L’Alto Canavese si mobilita per chiedere la pace a Gaza

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Rivarolo

Di fronte al dramma che sta vivendo la popolazione civile della striscia di Gaza, l'Alto Canavese non si volta dall'altra parte, ma sceglie la strada della mobilitazione delle coscienze e del dibattito all’interno dei consigli comunali, da Rivarolo a Cuorgnè fino a Pont Canavese.

Ha riscontrato una buona partecipazione, con circa duecento presenti, nel pomeriggio di sabato 2 agosto, a Rivarolo Canavese, il flash mob “Facciamo rumore per Gaza”, che è stato preceduto in mattinata dall’allestimento di un gazebo in piazza Massoglia per informare la cittadinanza dell’iniziativa. I partecipanti sono stati invitati a portare con sé, oltre ai cartelli, alle bandiere della Palestina e a quelle della pace, anche oggetti come pentole o barattoli. Questo accompagnamento sonoro rumoroso ha contrassegnato il corteo e sottolineato i momenti principali della manifestazione, iniziata da davanti all’ingresso di Palazzo Lomellini, sede del municipio, e conclusasi davanti al monumento ai Caduti, dove si sono tenuti i vari interventi. Sul selciato erano stati collocati lenzuola bianche, vestitini, giocattoli imbrattati di rosso per richiamare l’attenzione sui bambini vittime dei bombardamenti israeliani.

Ad organizzare la manifestazione è stato il gruppo consiliare di opposizione Energia per Rivarolo. All’iniziativa hanno aderito numerose associazioni: Anpi, Comitato pace Alto Canavese, Cgil, Pax Christi, Proximamente, Tavolo antifascista XXV Aprile Alto Canavese. Tra i partiti, Movimento 5 stelle, Partito democratico e Sinistra italiana-Avs. «Al gazebo abbiamo ricevuto molta solidarietà ma anche forti critiche: c’è tanta diffidenza e mancanza di coraggio nel prendere posizione e metterci la faccia – ha rimarcato la capogruppo di Energia per Rivarolo, Helen Ghirmu –. Ci sono state mosse anche accuse non corrette, come quella di essere filo-Hamas: siamo molto lontani da quel movimento. Il nostro scopo è quello di dare un segnale forte di dissenso nei confronti di azioni totalmente disumane come quelle che stanno avvenendo a Gaza; di dire, a chi viene ucciso mentre cerca un pezzo di pane, che noi ci siamo. I bambini sono le maggiori vittime di questo conflitto. Anche quelli che si salveranno sono senza futuro perché dovranno affrontare anni di ricostruzione, difficilissimi e lunghissimi. Ci siamo uniti per dire basta, per portare un messaggio di pace e di umanità». Non poteva mancare il ricordo dell’impegno di Martina Marchiò, rivarolese, coordinatrice medica di Medici senza frontiere alla seconda missione umanitaria nella striscia di Gaza. Inoltre, è stata data lettura di alcuni passaggi della denuncia di Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sulle violazioni dei diritti umani nei Territori occupati.

A Cuorgnè, invece, durante il consiglio comunale di mercoledì 30 luglio, è stata approvata una mozione su Gaza che chiede al Governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina e sospendere la vendita di armi ad Israele. Lo stesso è avvenuto nella seduta di Consiglio svoltasi il medesimo giorno a Pont Canavese. Cuorgnè, inoltre, ha chiesto alla Regione Piemonte di interrompere le relazioni commerciali con il Governo di Tel Aviv fino al cessate il fuoco del conflitto. Si è votato per l’ok anche ad un ordine del giorno contro i piani di riarmo dell'Europa. Entrambi i documenti sono stati presentati dai gruppi di minoranza Moderati e indipendenti e Cuorgnè c’è e recepiti con gli emendamenti proposti dalla maggioranza guidata dalla sindaca, Giovanna Cresto. «Un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla stesura delle mozioni e ai cittadini che credono fermamente in una politica capace di promuovere la pace – afferma Davide Pieruccini, di Cuorgnè c’è –. Spero che ogni amministrazione comunale del territorio canavesano possa farsi promotrice delle due mozioni». Chiara Cortese















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