Ivrea, in 800 al santuario di Oropa tanti i giovani “in notturna”
IVREA. Il vescovo Daniele Salera, a sei mesi dal suo ingresso sulla cattedra della Chiesa di Ivrea e Canavese, e con lui monsignor Pier Giorgio De Bernarrdi, vescovo emerito di Pinerolo, e il vescovo di Biella Roberto Farinella, hanno accolto gli oltre 800 pellegrini della diocesi di Ivrea che, sabato 9 agosto 2025, in pellegrinaggio al santuario della Madonna di Oropa.
I fedeli sono arrivati a Oropa con diversi mezzi: chi con gli autobus delle parrocchie, chi con le auto private, moto, alcuni in bicicletta e più di cento a piedi; adulti e in maggioranza giovani della Pastorale giovanile della diocesi di Ivrea che, guidati dal responsabile don Davide Rossetto, venerdì sera sono partiti dalla chiesa di Andrate e percorso i 25 chilometri del Tracciolino, in otto ore di cammino nella notte con due soste, per arrivare tra i primi il mattino di sabato sul piazzale inferiore, davanti alla chiesa. Il vescovo Roberto Farinella ha dato il benvenuto ai monsignori Pier Giorgio De Bernardi e Daniele Salera, per la prima volta ad Oropa come vescovo di Ivrea, che nella grande superaffollata chiesa grande superiore ha ringraziato per l’accoglienza. «Mi fa molto piacere poter dare il benvenuto ad Oropa ai fedeli canavesani miei compaesani – ha esordito monsignor Farinella – quello diocesano di Ivrea è uno dei pellegrinaggi più importanti a Oropa, dove potete sentirvi come a casa». Al termine della concelebrazione presieduta dai tre vescovi e dal neo vicario generale, monsignor Silvio Faga, il vescovo di Ivrea ha ricordato la recente significativa esperienza del Giubileo dei giovani e annunciato il pellegrinaggio del Giubileo della speranza della Diocesi di Ivrea a Roma da lui stesso guidato dal 9 all’11 settembre. A questo proposito Salera ha richiamato l’immagine del passaggio alla Porta Santa oltre la quale «ciascuno deve lasciare ciò che lo opprime e la sua solitudine e come figlio deve chiedere il perdono e l’aiuto del Padre. Dobbiamo poi pregare sempre per la pace nel mondo, in particolare in questo difficile momento, come ci ha suggerito il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. Finché il mondo pensa di poter fare a meno di Dio, ci saranno sempre le guerre».
