La Procura di Pavia: «Il Dna maschile rinvenuto nella bocca di Chiara Poggi è frutto di contaminazione durante l’autopsia»
PAVIA. La Procura di Pavia ha emesso un nuovo comunicato in relazione alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi (di cui domani, 13 agosto, ricorre il 18esimo anniversario). Sul caso del Dna ignoto trovato nel tampone orale effettuato durante l’autopsia di Chiara Poggi, la Procura conferma che sono terminati gli accertamenti genetici dei consulenti tecnici prof. Carlo Previderè e dr.ssa Pierangela Grignani. E annuncia di avere affidato nuove verifiche alla antropologa e medico legale professoressa Cristina Cattaneo sulle cause della morte di Chiara.
«A seguito del rinvenimento di un profilo genetico sconosciuto su una garza, utilizzata 18 anni fa dal medico legale per il prelievo di materiale biologico dalla bocca della vittima – recita il comunicato – la Procura di Pavia, ritenendo possibile una contaminazione con precedenti esami autoptici, ha disposto approfondimenti specifici non previsti nell’ambito dell’incidente probatorio, al fine di evitare eventuali indagini su terzi soggetti. La decisione è stata presa per consentire di concentrare gli accertamenti peritali, affidati alla genetista forense, dott.ssa Denise Albani, il cui operato ha ricevuto unanime riconoscimento da tutte le parti coinvolte per la serietà e la metodologia adottata, sul materiale rilevante».
I consulenti Previderè e Grignani hanno comunicato in estrema sintesi quanto segue: «Vagliando, di concerto con la Procura della Repubblica di Pavia, la possibilità che tale profilo aplotipico fosse stato originato da una contaminazione involontaria nell’ambito dell’esame autoptico prodotta dall’utilizzo di un supporto non sterile, nello specifico una “garza”, e/o di una pinza utilizzata per “trattenere” tale garza ed eseguire il prelievo nel cavo orale, sono stati selezionati i preparati istologici relativi a cinque soggetti di sesso maschile sottoposti ad autopsia in un lasso temporale prossimo all’esame autoptico condotto sulla salma di Chiara Poggi. La comparazione dei profili aplotipici parziali ottenuti dai tessuti biologici relativi ai cinque soggetti di sesso maschile sopra elencati rispetto al reperto 335283-114472 ha evidenziato una concordanza degli alleli in relazione al soggetto identificato dal codice anonimo 153E. Tale dato, in questa forma incompleta, è suggestivo della provenienza del materiale biologico maschile di cui al reperto 335283-114472 dal soggetto identificato dal codice 153E».
Per garantire poi una valutazione più ampia degli elementi raccolti, «sia in sede medico-legale sulla vittima, sia sul luogo del delitto, la Procura ha incaricato come ulteriore consulente del Pubblico Ministero la prof.ssa Cristina Cattaneo, ordinario del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, figura di riferimento nel campo dell’antropologia e medicina legale».
In chiusura del comunicato, «si ribadisce da ultimo che ogni dichiarazione o riferimento alla Procura di Pavia, in assenza di comunicazioni ufficiali, è da ritenersi privo di fondamento».
