Perde il cane tra le vette di Ceresole Reale, dopo lunghe ricerche Switch non ce l’ha fatta
CERESOLE REALE. Switch non c’è più, il suo corpo è stato ritrovato giovedì 14 agosto durante il volo di un elicottero privato. Sono finite le ricerche del cane dell’escursionista torinese Luca Campanale che durante il percorso lungo il ghiacciaio del Nel a Ceresole Reale è finito in un crepaccio. Il suo padrone non si era mai arreso, chiedendo l’aiuto di tutti per ritrovarlo, ma giovedì è arrivata la triste conferma. Nei giorni scorsi il Soccorso alpino ha esaminato 52 ettari di territorio non trovando nulla. Anche dal Parco nazionale del Gran Paradiso c’è stata una grande mobilitazione.
Campanale lo scorso 7 agosto stava facendo un’escursione con il suo simil Border collie a Punta Levanna, a 3100 metri di quota. Poi la disgrazia: il cane è scivolato nel crepaccio. Da allora l’escursionista ha cercato cerca guide alpine, soccorritori, esperti di droni e chiunque sia disponibile per dargli una mano. «La mia cosa più importante è persa tra le pendici del Ghiacciaio di Nel. Ho bisogno di un miracolo» aveva scritto il giovane, che nei giorni successivi ha continuato le ricerche lungo i dirupi. «Ho provato a cercare a vista ma di lui non c’è nessuna traccia, la parete è enorme».
Dopo aver richiesto gli appositi moduli al Comune di Ceresole Reale, il Soccorso alpino era intervenuto con un drone lungo l’area in cui è caduto l’animale, ma le immagini analizzate non avevano dato nessun riscontro. Sono continuate le ricerche indipendenti del proprietario del cane, che chiedeva anche l’aiuto di un alpinista esperto per affiancarlo nelle ricerche e che si è confrontato anche con il presidente del Parco Mauro Durbano. «Abbiamo fatto tutto il possibile – spiega il presidente –. L’elicottero Drago l’8 agosto ha sorvolato l’area per un’ora e 40 minuti senza risultati. Poi sono iniziate le ricerche con il Soccorso alpino, che con il drone ha sorvolato 52 ettari nell’area della caduta. Sono state riviste le immagini anche al computer e non c’è traccia di Switch. Nella disgrazia della situazione, questa storia può servire da monito: il cane si trovava in un’area protetta in cui è vietata la sua presenza perché non è il suo habitat e può arrecare danni alla fauna locale. Inoltre era libero. Non si è risparmiato davvero nessuno per ritrovarlo, ma per il futuro invitiamo i visitatori a seguire comportamenti corretti per la sicurezza di ognuno e per i propri animali».
