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Август
2025

Carnevale Bianco di Cegni, festa tra storia e tagliatelle

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SANTA MARGHERITA DI STAFFORA. Giunto alla 51esima edizione, il Carnevale Bianco di Cegni, è da sempre considerato il clou tra gli eventi che animano il mese di agosto in Appennino. Senza nulla togliere alle altre, questa è considerata la “festa regina” per la sua rievocazione storica. E le aspettative, grazie anche alla collaborazione del bel tempo, non sono state certo disattese. Circa un migliaio di persone ieri (sabato) pomeriggio hanno raggiunto la località del comune di Santa Margherita di Staffora, alle falde del Monte Boglelio, per assistere al tradizionale carnevale. Si tratta di un rito consolidato che ha richiamato turisti da Milano, Como, Varese, ma anche dal Piemonte e dall'Emilia. Insomma, come sempre, un grane successo.

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Questione di pasta

«Siamo davvero soddisfatti dalle riuscita della manifestazione - sottolinea Giancarlo Zanocco, presidente degli Oriundi di Cegni che da sempre organizza questo evento -. La festa è andata molto bene nonostante abbiamo proposto un qualcosa di diverso rispetto agli altri anni, a causa della mancanza di un cambio generazionale. Al posto dei tradizionali ravioli, abbiamo infatti servito tagliatelle che sono state comunque molto apprezzate, condite con del sugo a base di brasato, proprio come il condimento dei ravioli. Direi che la nuova proposta funziona - prosegue Zanocco - e, a giudicare dall'apprezzamento, anche in futuro valuteremo di continuare su questa strada. Il carnevale che quest'anno è stato celebrato di sabato ha comportato l'afflusso di un numero molto elevato di spettatori». Complessivamente sono stati serviti oltre 25 chili di tagliatelle fatte in casa, e le schite, tipiche frittelle dell'Oltrepo. Zanocco spiega ancora: «Purtroppo, si è interrotta la catena di produzione casalinga dei ravioli. La motivazione è da ricercare nel passare inesorabile del tempo. Le signore che curavano la preparazione di questo primo piatto, con meticolosità e passione, non riescono a portare avanti questa tradizione per gli acciacchi dovuti all’età. E, oltre a questo, purtroppo manca il ricambio generazionale. Per rispetto della festa, e delle tante persone che vengono ogni anno, abbiamo però deciso di non andare a comprare i ravioli già pronti, che non avrebbero rispecchiato la ricetta e i dosaggi dei vari ingredienti, tipici di Cegni. Così abbiamo deciso di proporre un nuovo formato di pasta lunga: le tagliatelle fatte in casa, servite appunto col sugo di brasato».

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Danze rituali e musiche popolari

Un evento fuori dal tempo, capace di coniugare folklore, tradizione e comunità: tutto questo è il Carnevale Bianco. In un’atmosfera sospesa tra mito e memoria, il piccolo borgo ha accolto numerosi visitatori, accorsi per assistere al celebre rito del matrimonio tra il "Brutto" e la "Povera Donna", simbolo arcaico e insieme teatrale di un mondo contadino che continua a raccontarsi. La giornata è poi trascorsa tra danze rituali e musiche popolari, suonate da strumenti antichi che hanno risuonato tra i vicoli e le case in pietra. Le maschere tradizionali, indossate da abitanti e figuranti, hanno portato in scena una rappresentazione collettiva dal sapore arcaico, rievocando riti propiziatori legati al ciclo della natura, reinterpretati con una sorprendente vitalità estiva.

A differenza del carnevale invernale, qui il bianco – colore della luce e dell’alta quota – domina la scena, rinnovando il senso di festa in un contesto montano ancora segnato dalla ruralità autentica. L’intero paese ha partecipato con entusiasmo, offrendo ai presenti anche la possibilità di gustare prodotti tipici e piatti della tradizione locale, in un intreccio continuo tra racconto, convivialità e appartenenza. Il Carnevale Bianco di Cegni ha dimostrato ancora una volta di non essere solo una festa: è un rito condiviso, una memoria che si rinnova ogni anno sotto il sole di agosto, dove il tempo sembra fermarsi per danzare. Ad allietare la giornata il piffero di Stefano Valle e la fisarmonica di Daniele Scurati, da anni simbolo del Carnevale Bianco di Cegni. —















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