Stradella, identificati 4 ragazzi della baby gang che ha aggredito il viceparroco
STRADELLA. Identificati dai carabinieri quasi tutti i componenti della baby gang che sta terrorizzando Stradella. L’ultima “impresa” dei ragazzini terribili è stata l’aggressione del viceparroco don Daniele Lottari, che è stato spintonato e preso a schiaffi da una ragazza.
Gli aggressori
I carabinieri della compagnia di Stradella hanno identificato la ragazza (abita a Stradella e, nonostante la giovane età, era conosciuta dalla forze dell’ordine) e altri tre componenti di una banda che sta provocando il panico tra i residenti di Stradella e dei paesi vicini. Si tratta di ragazzini di quindici, sedici e diciassette anni che hanno trovato in quella parte di Oltrepo il posto ideale per sfogare la loro violenza. Sono ragazzi che insultano, danneggiano, mettono a segno qualche furto e non si fanno scrupoli anche nell’aggredire le persone. Sino a ieri non erano state segnalate rapine.
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Qualche giorno fa sembra sia stato anche preso di mira il cliente di una tabaccheria al quale i ragazzi hanno preso un pacchetto di sigarette che aveva appena acquistato. I carabinieri invieranno un rapporto informativo alla Procura del tribunale dei minori di Milano, in attesa che vengano presi provvedimenti nei loro confronti.
Le parole di don Lottari
Domenica mattina, prima delle messe domenicali, diversi fedeli si sono avvicinati a don Daniele per sincerarsi delle sue condizioni di salute. È stato poi lo stesso sacerdote, durante l’omelia alla funzione delle 9, a fare un accenno a quanto accaduto venerdì sera in oratorio: «Non possiamo rispondere alla violenza con altra violenza - l’appello lanciato dal giovane viceparroco -. Le persone vanno amata perché è Dio stesso che ci ama. Questo non vuol dire essere buonisti: se una persona sbaglia, va corretta, punita e, se necessario, anche denunciata, ma mai odiata».
E ha rilanciato l’importanza dell’oratorio come punto di aggregazione per i giovani: «È un luogo che ci appartiene come comunità».
Dibattito sulla sicurezza
Intanto, in città la presenza della baby gang continua a far discutere. «Intendiamo chiedere all’amministrazione comunale dove è finito il progetto di educativa di strada che era stato avviato con l’oratorio - sottolinea il consigliere di minoranza, Dino Di Michele -. Sembra che da parte dell’amministrazione ci sia la volontà di minimizzare un problema che invece si sta spostando dalle grandi città». Di Michele lancia un appello al Comune «perché crei una rete con la parrocchia, le comunità ortodosse e islamiche, le forze dell’ordine, un tavolo aperto di discussione del problema, con la volontà di aiutare questi ragazzi a non andare sulla brutta strada. Nulla vieta di allargare il tavolo anche al Comune di Broni».
Il sindaco Gianpiero Bellinzona, invece, replica al capogruppo di minoranza, Alessandro Cantù, che aveva accusato la giunta di non essere in grado di gestire la situazione. «Visto che anche lui è stato sindaco, dovrebbe sapere che l’ordine pubblico è in campo alle forze dell’ordine e che l’amministrazione comunale può solo fornire indirizzi di azione - ha precisato l’attuale primo cittadino -. Stiamo affrontando la situazione nei termini e nei modi che la legge consente, soprattutto perché si tratta di soggetti minori e la legge punta al recupero di questi ragazzi».
