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Сентябрь
2025

Emergenza per i prof di sostegno: in provincia di Pavia ne mancano ancora più di 400

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PAVIA. A nemmeno una settimana dalla prima campanella, tra scuole elementari e d’infanzia servono ancora 478 insegnanti di sostegno per garantire il pieno diritto all’istruzione degli alunni con disabilità della provincia. Questa le carenze stimate dalla Cisl: si tratta di posti rimasti liberi nonostante le tornate di nomina delle scorse settimane, e adesso toccherà alle scuole coprirle con i supplenti. Il rischio è che si cominci l’anno senza che tutte le cattedre si sostegno siano assegnate, ed è probabile che una buona parte di queste andranno a supplenti senza formazione specifica nell’ambito.

Con 428 posti ancora da coprire, la maggior parte delle carenze riguarda le elementari: «Le graduatorie gestite dall’algoritmo di assegnazione sono andate esaurite, e adesso toccherà ai presidi darsi da fare per trovare gli insegnanti» afferma Elena Maga, della Cisl scuola Pavia-Lodi.

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«Nel sostegno registriamo carenze ogni anno ma, in questa occasione, la situazione è più grave del solito: un numero così alto di posti liberi vuol dire che, nei fatti, quasi tutte le elementari e l’infanzia della provincia hanno cattedre scoperte. È colpa anche del sistema di formazione: troppo pochi i corsi specialistici di sostegno per le esigenze regionali».

«Un disagio per i bambini»

Per via dei complessi meccanismi di assunzione nel mondo della scuola, è frequente che l’anno scolastico (il prossimo comincia il 12 settembre) si apra all’insegna delle difficoltà: alle elementari, per esempio, servono più di un centinaio di supplenti per partire con la copertura di tutti i posti comuni. Le carenze sul sostegno sono invece più gravi poiché le università che formano i docenti specializzati non riescono a stare al passo con il fabbisogno delle scuole, in un momento storico dove ci dovrebbe essere più sensibilità e attenzione rispetto ai bisogni degli alunni con disabilità.

In Lombardia, per esempio, sono poche le università che offrono il corso Tfa sostegno, cioè il percorso di specializzazione dedicato a quest’ambito: l’ateneo di Pavia – per esempio non è tra questi. E così per coprire i posti che ancora mancano verranno chiamati in cattedra i supplenti inseriti nelle graduatorie di istituto, perché gli altri elenchi sono già stati esauriti.

La conseguenza è che per assistere i bambini con disabilità verranno chiamati anche i docenti senza specializzazione sul sostegno, pur di garantire l’assistenza agli alunni che ne hanno bisogno. «I corsi sono troppo pochi rispetto ai bisogni delle scuole, da tempo chiediamo che si faccia uno sforzo per attivarne di nuovi – prosegue Maga – così è molto probabile che verranno chiamati al lavoro docenti senza requisiti. La conseguenza è un pesante disagio per i bambini in un momento dello sviluppo, come sono le elementari, nel quale è importantissimo che siano seguiti al meglio per costruire le fondamenta della loro istruzione. Impostare bene il lavoro alla primaria, vuol dire garantire un percorso scolastico migliore. È importante che le scuole si attivino subito per nominare i supplenti, perché in anni passati i posti di sostegno sono stati coperti anche due settimane dopo l’inizio delle lezioni».

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«Come la sanità»

Per descrivere la situazione in cui versa il sistema del sostegno, Luigi Verde della Uil scuola utilizza una metafora d’impatto: «Gli insegnanti di sostegno stanno diventando introvabili come i medici – afferma – e nei prossimi anni le carenze saranno addirittura superiori perché non si sta facendo programmazione adeguata. Basta guardare la Lombardia: i corsi per diventare insegnanti di sostegno ci sono solo a Milano, Bergamo oltre a Piacenza. I docenti specializzati non bastano a coprire il turn over in tutta la regione. Per coprire le carenze ci si arrangia con gli insegnanti senza requisiti che ci mettono la loro buona volontà. Ma così si sta tollerando una situazione al limite dell’illegale».

Alle superiori

Il sostegno per gli alunni delle elementari non è l’unico settore della scuola che, a meno di una settimana dalla prima campanella che suonerà il 12 settembre, soffre della carenza di insegnanti. Dopo le nomine che si sono svolte nelle settimane passate, alle elementari della provincia di Pavia servono ancora un centinaio di docenti comuni (cioè quelli che si occupano delle lezioni ordinarie) per far partire a regime l’imminente anno scolastico. Poche, invece, le cattedre ancora da coprire negli istituti superiori: per completare l’organico servono circa una ventina di insegnanti. Secondo le stime della Cisl scuola, gli ambiti da coprire sono soprattutto quelli scientifici come matematica, fisica, scienze e tecnologie elettriche, informatiche o aeronautiche: si tratta di materie dove di solito è più difficile trovare insegnanti, perché il sistema scuola si trova a competere con il settore privato per accaparrarsi i laureati di questo ambito molto richiesto dal mercato del lavoro che - spesso - è capace di offrire stipendi migliori, rispetto a quello offerto a un insegnante di prima nomina. Ma ci sono anche limitate carenze nell’ambito delle lingue, dei laboratori, e altri ambiti disciplinari che riguardano in particolare gli istituti tecnici o quelli professionali.















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