In bici da Candia a Ivrea: 11 Comuni uniti in attesa dell’ok, in ballo lavori per 4 mln
Ivrea
Da Candia a Barone, Orio, Strambino, Romano, Pavone, Samone, Salerano, Banchette, Fiorano, Ivrea: un percorso ciclabile e pedonale di una ventina di chilometri attraverso undici Comuni, con punti appositamente creati in cui sostare, ricaricare l’e-bike, trovare panche all’ombra per un pranzo al sacco o un punto ristoro con servizi. E di tanto in tanto aree per l’allenamento all’aperto con i percorsi vita, l’indicazione dei luoghi posti sul tracciato meritevoli di una visita, fino all’ostello con infopoint turistico a cui porterà la ristrutturazione dell’ex casa del custode della Valcalcino, a Ivrea. Parliamo di un unico percorso ciclopedonale da 4 milioni e 200mila euro finanziato all’85% dalla Regione con fondi europei: un itinerario segnalato lungo strade già esistenti e raccordi da approntare (la debita cartellonistica vale da sola 50mila euro), il cui progetto preliminare si trova dalla primavera scorsa nelle mani della Regione per una prima valutazione che entri nel merito dei lavori previsti (la logica di fondo, la cosiddetta Strategia urbana d’area, è già stata approvata come primo step). La prima commissione tecnica che li esaminerà, valutando la fattibilità globale e i dettagli tecnici dei progetti sviluppati dai singoli Comuni, sarà istituita nei prossimi giorni, forse entro questa settimana. Dopo di che, si passerà alla fase dei progetti esecutivi da parte dei Comuni che hanno un anno di tempo per depositarne gli elaborati, così da realizzare gli interventi entro il termine massimo del 2029. Ma la parola, in questa fase, resta sempre in capo alla Regione, già in ritardo sui tempi, visto che avrebbe dovuto visionare i preliminari tra aprile e maggio.
La Strategia urbana d’area
Il quadro di riferimento rimanda alle Strategie urbane d’area (Sua), un programma di finanziamento della Regione Piemonte, attivato nell’ambito dei fondi europei Fesr 2021-27. Le “Sua” costituiscono un complesso di interventi e azioni, concepiti nell’arco temporale di 7 anni. Diverse le tematiche, dalla mobilità sostenibile alla rigenerazione urbana, nella priorità di valorizzare i territori, migliorare la qualità ambientale e sociale, aumentare l'attrattività delle aree. Quella in oggetto è una derivazione aggregata della Sua “Canavese ed Eporediese”. Con Ivrea capofila e finalità legate allo sviluppo turistico, ricreativo e sportivo, unisce 11 dei 24 Comuni del Canavese rientranti tra le 14 macroaree omogenee piemontesi predisposte all’uopo dalla Regione. Regione che per la programmazione di questo settennato ha complessivamente ricevuto in dote quasi 1,5 miliardi di euro (500 milioni in più rispetto al periodo 2014-20), e però, come si è visto, nulla è scontato: nella programmazione precedente il Piemonte non era riuscito ad assegnare tutti i fondi disponibili per problemi di organizzazione e ritardi. Perciò, il fattore tempo non va sottovalutato.
In cifre, l’area omogenea Canavese ed Eporediese può contare su 9,4 milioni di euro. Ivrea ha scelto di coordinare due progettualità: una di propria competenza corrispondente alla riqualificazione dell’area esterna alla chiesa di San Bernardino (gli ex campi da tennis di via Monte Navale), l’altra alla guida di 10 Comuni vicini con cui ha condiviso il progetto della ciclopedonale. Ampliando la visuale, Chivasso, capofila dei 24 enti del Canavese ed Eporediese, punta a sua volta ai fondi Fesr per la realizzazione di una corona verde connessa ai parchi urbani, che da nord a sud vada ad abbracciare il viale storico del canale Cavour fino al parco del Bricel, proseguendo poi nell’area del Sabiuné e giungendo al parco del Mauriziano, lungo la rete ecologica del rio Orchetto. Caluso con il recupero e la valorizzazione dell’ex chiostro dei frati francescani minori.
Generosità nel reciproco vantaggio
Quando ormai quasi 10 mesi fa, si sofferma l’assessore al Patrimonio di Ivrea, Fabrizio Dulla, rammentando l’iter, erano stati «depositati i vari progetti Sua con il quadro economico, veniva fuori che per problemi di cofinanziamento, alcuni Comuni non volevano tutta la cifra che era a loro disposizione secondo il calcolo della Regione. Noi avevamo pronto il progetto della casa del custode della Valcalcino, che avevamo candidato a un finanziamento poi perso sui cammini della Via Francigena. Bene, l'abbiamo introdotto nella Sua e tutti gli altri 10 Comuni con cui ci eravamo aggregati sono stati d'accordo a concedere a Ivrea quei 450.000 euro in più. Posto che sei mesi prima ci eravamo proposti di portare avanti noi il lavoro per tutti. Devo dire un gesto di grande altruismo amministrativo che ha creato un clima di rispetto reciproco e grande serenità. Mai visto in 17 anni che faccio l’amministratore pubblico».
Dal Fiorentino al lavatoio
Quanto ai 20 km di ciclopedonale sul tracciato da Candia a Ivrea, alla voce opere di riqualificazione e rifunzionalizzazione, alla ex casa del custode di Ivrea destinata a rinascere sotto forma di ostello e infopoint, si affianca a Fiorano la valorizzazione dell’antico cimitero del Fiorentino, luogo di sepoltura napoleonico situato sulla collina che ha custodito le tombe degli abitanti, dai popolani ai nobili, fino agli anni Quaranta del Novecento. A Romano è previsto un doppio recupero: il Mulino di Cascine, già oggetto di una parziale rifunzionalizzazione, e il lavatoio del Gurgo. A Salerano Canavese, il progetto immagina invece due mini appartamenti a uso turistico al secondo piano dell’ex municipio.
