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Сентябрь
2025

Ivrea, amianto abbandonato da tre mesi: bonifica ferma per mancanza di fondi

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Ivrea

Dal primo giugno sette canne fumarie, ciascuna lunga circa tre metri, e un analogo numero di tubi di diametro minore giacciono abbandonati lungo una strada poderale tra San Bernardo e San Grato, nelle campagne eporediesi. Si tratta di manufatti in amianto, materiale pericoloso se disperso nell’ambiente, deposti con cura nel fosso che separa la carreggiata dai campi coltivati.

Il rinvenimento era stato segnalato subito alle autorità. Era seguito un sopralluogo effettuato dalle guardie forestali e dai tecnici del Comune. Da allora, però, nulla si è mosso. I proprietari dei terreni e i residenti temono che la situazione possa protrarsi ancora a lungo, alimentando la preoccupazione per la salute e per l’immagine della zona. La strada in questione collega via del Canale con via Canton Ferrero: uno sterrato frequentato soprattutto da agricoltori diretti ai campi di granoturco, ma anche da chi porta a passeggio i cani.

All’Ufficio ambiente la vicenda è ben conosciuta. Il ritardo non dipende da un difetto di procedura, ma dalla mancanza di fondi sul capitolo di spesa dedicato a interventi di smaltimento di questo tipo. Nei mesi estivi non vi era copertura finanziaria e l’iter ha subito uno stop. La soluzione arriverà a settembre, quando il consiglio comunale approverà una variazione di bilancio che consentirà di stanziare le risorse necessarie e procedere con l’affidamento.

Nel frattempo gli uffici hanno comunque lavorato. Sono stati raccolti i preventivi e individuata la ditta incaricata: il costo dell’operazione si aggira attorno ai 1.500 euro. Una cifra contenuta, ma che ha comunque richiederà il passaggio formale in aula per liberare i fondi. Solo allora potrà partire la bonifica e restituire sicurezza all’area.

Le canne fumarie abbandonate presentano una particolarità che lascia spazio a interrogativi. Sono rivestite con un pigmento che blocca le polveri nocive e sono state ulteriormente avvolte in una pellicola protettiva, misura che di norma si adotta durante le fasi regolari di smaltimento. Tutto lascia pensare che, almeno fino a un certo punto, siano stati rispettati i protocolli di sicurezza, salvo poi interrompere la filiera legale con l’abbandono notturno in campagna, probabilmente per risparmiare sui costi finali.

Oggi però la protezione su alcuni canne fumarie non è più integra: una delle pellicole presenta due fori. Se dovessero allargarsi, le micidiali fibre di amianto rischierebbero di disperdersi nell’aria, trasportate dal vento. È questo l’aspetto che più inquieta i residenti, consapevoli dei rischi sanitari legati all’esposizione.

L’area non è nuova a episodi di inciviltà. In passato si sono registrati abbandoni di rifiuti di vario tipo, meno eclatanti ma comunque dannosi per chi lavora quotidianamente la terra. Bottiglie, contenitori di plastica e scarti gettati dalle auto di passaggio lungo la statale 26 che collega Ivrea a Strambino sono purtroppo una costante. Questa volta, però, la dimensione del problema e la pericolosità del materiale hanno reso l’attesa ancora più difficile da sopportare.

A settembre, con lo sblocco dei fondi, si potrà finalmente mettere in sicurezza l’area e chiudere una vicenda che ha mostrato ancora una volta quanto fragile resti il confine tra responsabilità pubblica, rispetto dell’ambiente e comportamenti illeciti di pochi.















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