Thermoplay, 20 esuberi a Pont-Saint-Martin
Pont Saint Martin
La Thermoplay di Pont-Saint-Martin ha avviato la procedura per il licenziamento collettivo di 17 dipendenti, a cui si aggiungono tre lavoratori in somministrazione. La comunicazione ufficiale porta la data del 4 settembre e ieri mattina, nella sede di Confindustria Valle d’Aosta, si è svolto il primo incontro con le parti sindacali.
La riunione è stata aggiornata a venerdì 19 settembre, ma la strada appare sin dall’inizio in salita: la proprietà sembra intenzionata a proseguire sulla linea annunciata, con margini di trattativa che appaiono minimi, se non nulli. Al momento, dai rappresentanti sindacali non giungono dichiarazioni ufficiali, mentre cresce l’apprensione tra i lavoratori.
Gli esuberi riguardano il personale impiegato negli uffici commercio, acquisti e amministrazione. La nuova proprietà, Apollo Global Management, punta infatti ad accorpare tali funzioni in un unico polo europeo. Una prospettiva che alimenta incertezza e timori, anche perché nelle scorse settimane ai dipendenti è stato chiesto di collaborare al passaggio di consegne prima di lasciare il posto.
Thermoplay è un nome di riferimento nella progettazione e produzione di sistemi d’iniezione a canale caldo per lo stampaggio delle materie plastiche.
Nata nel 1973, ha conosciuto negli anni una crescita costante grazie a importanti investimenti, fino a conquistare una posizione di leadership nel settore. Oggi occupa circa 160 addetti, a cui si sommano 80 tecnici-commerciali operativi in 44 Paesi del mondo. La storia recente dell’azienda è segnata da passaggi societari rilevanti.
Nel 2014 i fratelli Roberto e Giovanni Enrietti hanno ceduto la Thermoplay al gruppo statunitense Barnes, attivo anche nell’aerospazio. Nell’ottobre 2024 Apollo Global Management, colosso del private equity, ha sottoscritto un accordo definitivo per acquisire Barnes Group, operazione conclusa nel gennaio 2025.
In quell’occasione, i lavoratori erano stati rassicurati: nessun taglio era previsto. Le preoccupazioni sono però riesplose quest’estate, quando hanno iniziato a circolare indiscrezioni su una ristrutturazione interna, definita una “revisione dei processi su scala globale”. Oggi quelle voci hanno preso corpo, con un piano che rischia di lasciare a casa venti persone.
