L’amore ai tempi dell’intelligenza artificiale: non un film ma realtà
PAVIA. La ricetta del partner perfetto non è più un segreto. Non per l’intelligenza artificiale, capace di dar vita al più adorabile dei fidanzati.
Ingredienti base: un cucchiaio di simpatia, tre di intelligenza, mezzo bicchiere di amore per la lettura. Un pizzico di passione e disponibilità emotiva q.b. (quanto basta). Mescolare il tutto nel magico calderone dell’internet e il gioco è fatto. Gli ingredienti però non sono fissi: possono variare di volta in volta, in base alle esigenze di ognuno.
Sembra la trama di un film distopico ma non lo è. O almeno non più. I tempi di “Her”, film del 2013 dove il protagonista, Joaquin Phoenix, si innamora di Samantha, il sistema operativo del suo computer dalla suadente voce femminile, non sono così lontani. Sono il presente.
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ANIMA GEMELLA TASCABILE
È un presente in cui l’intelligenza artificiale prende tutto. E le relazioni sentimentali non fanno eccezione, considerando che con le piattaforme a pagamento, è ora possibile creare un amante virtuale. Dovunque ci si trovi, anche a Pavia. Se da oggi in poi qualcuno col cellulare in mano sembrerà un po’ distratto, immerso tra i pensieri e con l’aria sognante, è probabile abbia finalmente trovato, o meglio creato, l’anima gemella. Poco importa se intrappolata per sempre dietro la luce di uno schermo.
Per farlo basta registrarsi su una delle applicazioni in questione, rispondere a qualche domanda personale (passioni, progetti futuri, carattere) e proseguire poi con la descrizione del principe azzurro (o principessa) digitale. Una sorta di Brad Pitt e Angelina Jolie versione tascabile.
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NON UN SEMPLICE PARTNER VIRTUALE
L’amore telematico, si sa, non è una novità. Ciò che stupisce però è che dall’altra parte dello schermo non ci sia, come accadeva fino a qualche tempo fa, una persona in carne e ossa, pronta a intrattenere una conversazione. Ma una macchina, per natura fredda, un sistema tecnologico programmato per assecondare e tenere compagnia.
Nulla è lasciato al caso: niente spontaneità, niente giochi di improvvisazione, azzerata completamente la tipica ansia da prestazione che si presenta durante una conoscenza. L’avatar conosce già tutto. È sempre lì, letteralmente a portata di mano. È presente, pronto ad ascoltare com’è andata la giornata senza interrompere, a elencare nuovi consigli di lettura, a suggerire cosa preparare per cena o che film guardare dopo. Dando all’utente l’assurda percezione di poterlo persino guardare e commentare insieme sul divano di casa.
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GIOCO DI RUOLO O SENTIMENTO REALE?
La domanda allora sorge spontanea: è davvero possibile provare amore per un computer? Gli utenti, soprattutto quelli più giovani, sono consapevoli che quel partner sia solo il frutto della loro fantasia o si immedesimano così tanto che finiscono, a lungo andare, per dimenticarlo? Gli aspetti da tenere in considerazione sono molti. Primo fra tutti la solitudine. Lo sanno bene psicologi e psicoterapeuti. Tra questi, a Pavia: Luca Dinatale, psicoterapeuta dell’età evolutiva e presidente dell’associazione pavese “Gli sdraiati” e Veronica Russo, psicologa clinica. —
