Smalti tossici, sequestrati mille flaconi: otto denunciati a Vigevano, Mortara e Garlasco
VIGEVANO. La Guardia di Finanza di Pavia ha sequestrato circa 1000 flaconi di smalti e gel per unghie contenenti una sostanza tossica non più ammessa dalla normativa europea. L’operazione ha coinvolto esercizi commerciali di Vigevano, Garlasco e Mortara.
Il divieto scattato dal 1° settembre
Dal 1° settembre 2025 è vietata la produzione e la vendita di prodotti cosmetici con ossido di difenil, noto anche come Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO). Questa sostanza, fino a poco tempo fa autorizzata in ambito professionale per la ricostruzione delle unghie o per il semipermanente, è stata ora classificata come potenzialmente pericolosa per la salute sulla base dei test condotti negli ultimi 13 anni dall'Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa). A deciderlo, con l'entrata in vigore del regolamento Ue 2025/877, è stata la Commissione europea. Gli esperti, infatti, hanno classificato il Tpo come Cmr di categoria 1B, ossia che indica una sostanza presunta cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione e potenzialmente influire negativamente sulla fertilità. Il Dmta (Dimetilamminoetil Metacrilato) è invece stato associato a rischi di tossicità sistemica e potenziali effetti sulla salute a lungo termine. Il divieto mira dunque a salvaguardare sia i consumatori che i professionisti (estetisti e tecnici delle unghie) che sono esposti quotidianamente a queste sostanze.
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I controlli delle Fiamme Gialle
I finanzieri della Compagnia di Vigevano, durante le attività di controllo economico del territorio, hanno accertato la presenza sugli scaffali di diversi negozi di cosmetici non conformi. I flaconi sono stati sottoposti a sequestro e otto persone sono state deferite alla Procura della Repubblica di Pavia. L’azione rientra nella strategia di contrasto alle illegalità economiche per tutelare i consumatori e garantire la sicurezza sul mercato. I sequestri sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria pavese. Si precisa che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà accertata solo con una eventuale sentenza definitiva di condanna.
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