Truffe tramite mail fingendosi PagoPa «Chiedono soldi per multe finte»
RIVAROLO CANAVESE. Una mail per chiedere di pagare con urgenza una multa per alta velocità, poi l’accesso alla piattaforma per inserire i dati personali e di una carta di pagamento. Infine l’unica certezza: quella multa è finta e la richiesta di pagamento da parte della piattaforma PagoPa è una truffa. Il logo è lo stesso del sito istituzionale, la mail sembra ufficiale e si presenta come una notifica di regolarizzazione, ma è tutto studiato per trarre in inganno le persone. È quanto è accaduto ad alcuni canavesani, che poi l’hanno segnalato al nostro giornale. Almeno due casi a Rivarolo Canavese e altri due a Pont, fortunatamente finiti in un nulla di che tra chi si è rivolto ad amici a parenti e chi ha consultato le forze dell’ordine.
Lo svolgersi dei fatti è simile in tutti gli episodi: «Ho ricevuto una mail sulla mia casella personale, quella del telefono, appena dopo le vacanze – racconta un lettore –. Per questo motivo ho subito pensato che la procedura fosse reale: poteva essere verosimile una multa dopo un lungo viaggio in auto dal Canavese al Sud Italia. Inizialmente ho inserito i miei dati personali poi, casualmente, ho sbagliato a cliccare sopra un’icona, quella di Lavora con noi. Mi ha subito insospettito il fatto che l’indirizzo mail non avesse nulla a che fare con il portale istituzionale, così dopo una breve ricerca online ho avuto conferma che si trattava di una truffa bella e buona. Ci è mancato poco che pagassi 198 euro per una multa mai presa».
Le mail intimano anche il pagamento entro 72 ore, ricordando che il prezzo della multa sarebbe arrivato al doppio se non pagato in quel lasso di tempo e che dalla patente sarebbero stati decurtati almeno 6 punti. Tutte caratteristiche che fanno leva sulla psicologia e sul carattere d’urgenza, inducendo le persone che ricevono le mail a cascarci, a pagare il prima possibile per non incorrere in una sanzione più alta. In uno dei casi segnalati a Pont Canavese, inoltre, dal momento che la presunta sanzione non è stata pagata, alla prima mail ne è seguita anche una seconda di sollecito.
A confermare che si tratta di una truffa è la stessa piattaforma, che ricorda che PagoPa non invia mai direttamente richieste di pagamento via email, consigliando di non cliccare su link sospetti e di verificare sempre con l’ente creditore se si riceve una mail che chiede di pagare con urgenza a nome di PagoPA.
Se arriva una comunicazione che potrebbe risultare sospetta è opportuno controllare che l’indirizzo, che in caso di truffa presenta errori o piccole variazioni, sia https:// checkout.pagopa.it e verificare che accanto via sia un lucchetto che certifica la sicurezza del sito. Se non è congruo è una truffa ed è bene segnalarla a truffe@pagopa.it. In caso di pagamento bisogna anche allertare la propria banca per bloccare la transazione e sporgere denuncia alle autorità.
Un altro suggerimento importante riguarda la verifica della sanzione e del relativo pagamento: si può accedere al sito di PagoPa o al sito dell’ente creditore e con le proprie credenziali digitali, come lo Spid o la carta d’identità elettronica, accertarsi che la sanzione con l’ingiunzione di pagamento esista davvero. Le mail truffa danno già un primo indizio sulla loro natura, perché nessuna di quelle arrivate agli utenti canavesani presentava un ente di provenienza della sanzione, indicando soltanto la piattaforma di pagamento.
