Guadagnavano sulla pelle dei richiedenti asilo: 5 indagati per concussione, frode, truffa e falso. Sequestrati 720mila euro
Firenze. Avrebbero truccato i documenti e fatto doppie fatture per guadagnare sulla pelle di chi avrebbero dovuto assistere, danneggiando lo Stato e togliendo ai richiedenti asilo cure, servizi e possibilità di integrarsi. Cinque misure cautelari personali e un sequestro preventivo di beni per 720.579,87 euro sono stati eseguiti nelle province di Salerno, con interventi a Mercato San Severino, Roccapiemonte e Castel San Giorgio, nell'ambito di un'indagine sulla gestione di Centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo in diverse aree del Paese.
L'operazione, condotta dai militari del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Firenze assieme con il Comando provinciale dei carabinieri di Salerno e coordinata dalla Procura di Pistoia, ha riguardato la società cooperativa sociale Desy, con sede a Castel San Giorgio (Salerno), e cinque persone indagate a vario titolo, per i reati di concussione, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata in danno dello Stato e falsi ideologici commessi da incaricati di pubblico servizio.
Secondo gli inquirenti, i gestori "avrebbero utilizzato sistematicamente false attestazioni e duplicazioni di fatture, con un intento lucrativo perseguito a danno dello Stato e con conseguenze dirette sulle condizioni di vita dei richiedenti asilo, privati di assistenza, servizi essenziali e opportunità di integrazione". L'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di oltre 720mila euro, ritenuto profitto diretto dei reati. Le misure cautelari hanno interessato quello che è ritenuto l'amministratore di fatto della Desy, il 47enne Salvatore De Simone, la moglie e amministratore di diritto, la 48enne Margherita Corrado, le collaboratrici Antonietta Angrisani, 47 anni, e Giuliana Nocera, 37 anni, oltre al collaboratore Guglielmo Capuano, 58 anni.
L'inchiesta ha preso avvio nel dicembre 2023, quando i Nas di Firenze, d'intesa con i carabinieri di Pistoia, hanno effettuato un accesso ispettivo al Cas ex Hotel Giardini a San Marcello Piteglio (Pistoia), a seguito di segnalazioni su irregolarità igienico-sanitarie. Dall'ispezione sarebbero emerse condizioni gravemente carenti: ambienti in incuria, sporcizia diffusa, liquami, muffe e incrostazioni, con rischi per la salute degli ospiti e per la salute pubblica. Il 19 dicembre 2023 la Prefettura di Pistoia, con autorizzazione del ministero dell'Interno, ha disposto lo sgombero della struttura e la ricollocazione dei richiedenti asilo. Gli investigatori, coordinati dalla Procura, hanno quindi avviato una verifica più ampia, raccogliendo dichiarazioni degli ospiti e documentazione amministrativa. Dalla convenzione stipulata con la Prefettura è emerso che la Desy avrebbe dovuto garantire cibo, bevande, abbigliamento, assistenza sanitaria, mediazione linguistica, informativa legale, alfabetizzazione, sostegno psicologico e pocket money di 2,5 euro al giorno.
Le testimonianze, spiegano ancora gli investigatori, avrebbero evidenziato gravi mancanze: pocket money erogato solo in parte, assenza di lezioni di lingua e di materiali, nessuna informativa legale, servizi sociali e psicologici mai ricevuti. La società avrebbe attestato alla Prefettura prestazioni non svolte, mentre i controlli sui tabulati telefonici collocavano i professionisti altrove rispetto al centro, in contrasto con le certificazioni di presenza. Sarebbero emersi anche episodi di concussione: ai richiedenti asilo sarebbe stato imposto di firmare i fogli presenza attestanti servizi mai erogati, con minacce di espulsione o sospensione del vitto. Alcuni hanno dichiarato di essere rimasti fino a dieci giorni senza cibo. Le indagini hanno poi riguardato altri centri gestiti dalla Desy: a Pavia (Montù Beccaria, Santa Maria della Versa e capoluogo), Salerno (Castel San Giorgio, Orria, Ascea, Casalbuono, Felitto), Avellino (Savignano Irpino, Grottolella, Montoro, Atripalda) e Arezzo (Foiano della Chiana). Anche in queste strutture sarebbero state riscontrate carenze analoghe: assenza di cibo, degrado igienico e abbandono dei richiedenti asilo. Dalle acquisizioni documentali sarebbero emersi ulteriori irregolarità contabili: in più occasioni la società avrebbe presentato le stesse fatture a diverse Prefetture, ottenendo rimborsi multipli. Nel periodo 2022-2024 la Desy avrebbe percepito oltre 1,2 milioni di euro per la gestione dei centri. fbg/sid
