Omicidio Chiara Poggi, la difesa di Sempio nomina un altro consulente
GARLASCO. Un nuovo consulente affiancherà la difesa di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Chiara Poggi, dopo l’addio del generale Luciano Garofano, ex comandante dei Ris. Il nome deve ancora essere resto noto (gli avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati depositeranno la nomina a breve, nella serata di mercoledì) ma da quanto si è saputo si tratta di un professionista proveniente, come Garofano, da ambienti investigativi.
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La rinuncia di Garofano era arrivata nella serata di martedì ed era stata motivata con «divergenze» e «la mancata condivisione da parte della difesa Sempio dei suggerimenti tecnico scientifici forniti» in merito allo svolgimento dell’incidente probatorio «e alla possibile estensione dei temi oggetto di perizia». Garofano con una nota aveva spiegato che «quella indicata è l’unica ragione alla base della rinuncia all’incarico di consulente in favore di una persona che, sulla scorta di tutte le evidenze scientifiche acquisite, meriterebbe di essere scagionata dall’ipotesi di reato per la quale risulta indagata».
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Al di là delle dichiarazioni ufficiali le indiscrezioni parlano di un addio molto travagliato e di un rapporto tra Garofano e avvocati difensori non proprio idilliaco da tempo. La scintilla finale sarebbe scattata dall’impronta 33, la traccia trovata sui muri delle scale della cantina di via Pascoli che la procura attribuisce ad Andrea Sempio. Il generale avrebbe sollecitato più volte gli avvocati a chiedere di farla entrare nell’incidente probatorio (come aveva fatto anche l’avvocato dei Poggi, Gianluigi Tizzoni) ma i legali hanno scelto una diversa strategia difensiva, ritenendo che anche tecnicamente non fosse possibile estendere la perizia a questa traccia non essendo un accertamento irripetibile (perché l’impronta non esiste più ma c’è solo la sua fotografia).
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