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Октябрь
2025

Flotilla, Cgil e Usb proclamano sciopero. Occupata la stazione di Napoli. A Roma raduno a Termini: traffico bloccato

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Il mondo pro-Pal si mobilita in tutta Italia a sostegno della Global Sumud Flotilla dopo la notizia, arrivata mercoledì sera, dell’abbordaggio alla missione per Gaza da parte delle navi militari israeliane. L’iniziativa più impattante finora è stata a Napoli, dove i manifestanti hanno occupato i binari della stazione Centrale causando il blocco del traffico ferroviario, con i treni in ritardo di oltre novanta minuti. “Avevamo detto che avremmo bloccato tutto e lo stiamo facendo. Palestina libera, giù le mani dalla Global Sumud Flotilla”, si legge sul profilo Facebook di Mezzocannone Occupato, uno dei collettivi coinvolti nell’occupazione della stazione di Napoli. Già da martedì gli studenti del Collettivo autorganizzato universitario presidiano in maniera permanente la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II.

Intanto la Cgil e i sindacati di base – Usb, Cub e Sgb – hanno proclamato lo sciopero generale per venerdì 3 ottobre: “L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani rappresenta un fatto di gravità estrema. Non è soltanto un crimine contro persone inermi, ma è grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali”, denuncia la Cgil. L’abbordaggio alla Flotilla, afferma il sindacato, è “un colpo inferto all’ordine costituzionale stesso che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano ad una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati”.

Dopo nemmeno un’ora il ministro dei Trasporti Matteo Salvini condanna sia lo sciopero sia la missione sui social: “Irrispettosa la Flotilla, che in un momento decisivo per la diplomazia internazionale sceglie la provocazione. Irresponsabili i sindacati di sinistra, che aizzano le piazze danneggiando gli italiani”. In una nota, il ministero fa sapere che Salvini sta già ragionando sulla precettazione, in quanto “l’orientamento della Commissione di Garanzia per gli scioperi, infatti, ha già stabilito che la motivazione addotta dai sindacati non rientra nei casi che giustificano il mancato preavviso. Salvini vuole evitare che una minoranza irresponsabile possa danneggiare milioni di italiani”, si legge.

A Roma è stato convocato un raduno in piazza dei Cinquecento, di fronte alla stazione Termini: i manifestanti hanno bloccato il traffico nelle strade circostanti, dietro uno striscione con scritto “Rompere con Israele – Stop genocide, blocchiamo tutto, 3 ottobre sciopero generale”. Le forze dell’ordine stanno cinturando lo scalo ferroviario e altri luoghi sensibili della Capitale, come il ghetto ebraico e la sinagoga. Gli attivisti hanno convocato per giovedì una manifestazione alle ore 18 al Colosseo, mentre già dalle 11 del mattino un corteo partirà da Termini. Gli accessi alla stazione sono stati contingentati: può entrare solo chi è in possesso di un titolo di viaggio. A Genova l’Usb ha lanciato una mobilitazione urgente al porto per le 22. A Bologna, piazza Maggiore si è riempita di persone dopo un appello lanciato dalle varie sigle: i manifestanti hanno montato anche delle tende con l’intenzione di prolungare l’occupazione, mentre dalla zona universitaria e da alcuni spazi sociali sono stati improvvisati dei cortei.

A Torino è stato chiuso l’ingresso principale della stazione di Porta Nuova, così come i varchi della metropolitana, per cercare di evitare irruzioni da parte dei manifestanti. Alcune centinaia di persone si sono radunate in piazza Palazzo di Città, dove gli attivisti hanno montato un maxi schermo con le immagini in diretta di quando sta accadendo a bordo. Un presidio permanente è in corso a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà urbanistiche dell’Università di Torino: “Dopo le grandissime manifestazioni di questi giorni, dopo gli scioperi, dopo le contestazione dell’insediamento della nuova rettrice di Unito come abbiamo detto siamo pronti, siamo sempre stati pronti a bloccare tutto e questo è il momento di agire”, scrivono gli studenti. L’Unione degli studenti chiama a raccolta sui social: “Lo diciamo da settimane, se succede qualcosa alla Flotilla siamo pronti a bloccare tutto. I giovani studenti sanno da che parte stare. Attiviamoci, blocchiamo il Paese per mettere all’angolo le sue complicità nel genocidio in Palestina”.

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