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Октябрь
2025

Area camper, presentato un esposto in Procura

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CHIAVERANO

La vicenda legata alla gestione del camping del lago Sirio e l’ipotesi di vendita di tre immobili comunali (pizzeria Il Sole, area camper, casa del custode) da parte dell’esecutivo del sindaco Maurizio Tentarelli diventano materia di un esposto inviato alla Corte dei Conti, alla Procura di Ivrea, alla Prefettura e all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione). L’hanno inviato quattro ex amministratori tra i quali l’ex sindaco Maurizio Fiorentini con la sua giunta (l’ex vicesindaco Roberta Benetti e l’assessore Luciano Lauria) e un cittadino, dopo aver ricostruito una serie di decisioni della giunta a loro dire anomale e potenzialmente dannose per l’ente. Sotto la lente finiscono i canoni sospesi all’attuale gestore (Taktante), le concessioni simboliche e le prospettive di alienazione dei beni indicate in una determina dello scorso giugno. “Garantire che il patrimonio comunale sia gestito correttamente nell’interesse dei cittadini e secondo le regole”, è lo scopo dell’esposto. L’ex pizzeria, l’area camper frequentata dai migliaia di turisti e l’ex alloggio, pensato come futuro centro visitatori del Parco dei 5 laghi, oggi non sono più soltanto strutture da valorizzare, ma il centro di una disputa che ha spinto un gruppo di cittadini ed ex amministratori a rivolgersi alle autorità. La cronologia ricostruita dai firmatari è una articolata disamina che il gruppo di minoranza aveva già illustrato durante l’ultimo Consiglio. Che parte dal 2024 con la gara pubblica per la gestione della pizzeria e dell’area camper: base d’asta 19.200 euro, offerta vincente 30.150 euro della società Taktante che accetta gli immobili nello stato in cui versano e indica eventuali lavori a suo carico. Un accordo che sembra solido, ma con l’arrivo della nuova amministrazione le condizioni cambiano. Nel dicembre 2024 l’ex alloggio del custode non viene più destinato a centro visitatori, ma concesso sempre a Taktante per 50 euro al mese per 12 anni. A maggio 2025 la giunta sospende per 18 mesi il pagamento del canone rinunciando a oltre 45mila euro di entrate, indicando come motivazione la necessità di adeguamento e messa in sicurezza. Che dovevano essere a carico del gestore.

A giugno il Comune incarica un tecnico di stimare il valore degli immobili in vista di una possibile alienazione, ma con un contratto di 6 anni, rinnovabile per altri 6, in corso. «A nostro avviso – sostengono i firmatari dell’esposto – il mercato è di fatto chiuso e l’unico potenziale acquirente resta il concessionario. A preoccupare non è solo l’impatto economico, ma la concentrazione di incarichi nelle mani del sindaco Tentarelli, che svolge il ruolo di responsabile dell’Ufficio tecnico e del Servizio finanziario». «Una sovrapposizione che – si legge nell’esposto – riduce i controlli interni ed annulla la distinzione tra politica e gestione amministrativa».

In paese la vicenda divide: la maggioranza si difende parlando di misure necessarie per dare respiro alle attività, mentre il titolare di Taktante sottolinea la correttezza dell’iter. Ora la parola passa agli organismi di controllo per verificare se le decisioni assunte dalla giunta siano legittime oppure se il Comune corre davvero il rischio di perdere insieme ad entrate certe anche parte del suo patrimonio collettivo.















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