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Октябрь
2025

Ponte Preti, i fondi ci sono e l’opera si farà

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BALDISSERO CANAVESE. Il nuovo Ponte Preti non è a rischio definanziamento. I fondi ci sono e l’opera si farà. È questo il messaggio che Forza Italia e il centrodestra hanno ribadito, smontando le accuse di immobilismo lanciate dall’opposizione in Regione. Il dibattito politico, però, resta acceso e il clima si è fatto rovente dopo le ultime prese di posizione.

clima acceso

Un mese fa il consigliere regionale del Partito democratico Alberto Avetta aveva riportato il tema al centro del confronto politico, lamentando silenzi e mancate risposte. Dopo un’interrogazione presentata lo scorso 16 maggio, Avetta aveva definito «del tutto insoddisfacente» la replica giunta in Regione, accusando la Giunta Cirio di limitarsi a “scaricare” sulla Città metropolitana senza interpellare direttamente Roma.

«A oggi – aveva denunciato il consigliere dem – non vi sono notizie ufficiali sulla graduatoria del Ministero delle Infrastrutture. Senza quel passaggio diventa impossibile rispettare la scadenza del 31 dicembre 2025 per concludere le progettazioni, con il rischio di perdere i fondi».

parole che hanno fatto rumore

Parole che avevano fatto rumore, alimentando la preoccupazione tra amministratori e cittadini. «Dopo le passerelle sul Ponte Preti e gli annunci trionfali – aveva attaccato Avetta – oggi ci ritroviamo con un attendismo che rischia di lasciare il Canavese senza risposte».

A questa lettura oggi Forza Italia contrappone una visione opposta. Con un comunicato congiunto, il presidente della II Commissione consiliare regionale Mauro Fava e il vicepresidente del gruppo azzurro al Senato Roberto Rosso hanno ribadito che l’opera non è in discussione. «Il Ponte Preti non scappa e si farà – afferma Fava –. Una recente interrogazione parlamentare ha dissipato ogni dubbio: il sottosegretario Tullio Ferrante ha chiarito che il Mit è al lavoro, anche se con la lentezza di un iter complesso che coinvolge due ministeri».

Il ministero dei Trasporti, spiegano gli esponenti azzurri, ha predisposto lo schema di decreto per il nuovo riparto delle risorse dopo lo slittamento al 31 dicembre dei termini per l’aggiudicazione degli appalti. Il testo è stato trasmesso al Mef, che ha formulato osservazioni. «È evidente – aggiunge Fava – che si sta lavorando per recepire le indicazioni e completare gli adempimenti necessari. Non c’è nessuna incertezza sulla realizzazione dell’opera».

Rosso, dal canto suo, sottolinea che la complessità della procedura non deve spaventare: «Se i tempi tecnici dovessero dilatarsi ancora – annuncia – sono pronto a presentare un emendamento per prorogare i termini. La sicurezza delle infrastrutture è una priorità per il Governo e per il sottosegretario Ferrante».

Il confronto politico

Il confronto politico è dunque serrato: da un lato l’opposizione che parla di rinvii e di tattiche attendiste, dall’altro la maggioranza che rivendica di aver già salvato i fondi la scorsa primavera e ribadisce che il Mit sta lavorando in coordinamento con il Mef. Resta l’attesa per il decreto di riparto, passaggio chiave per sbloccare i cantieri e dare concretezza a una promessa che dura da anni.

Per il Canavese il Ponte Preti non è solo un dossier tecnico o una pratica ministeriale: è l’arteria vitale che unisce territori e comunità, simbolo di attese troppo lunghe e di una politica che spesso ha oscillato tra annunci e silenzi. Oggi il messaggio che arriva da Roma è che i soldi ci sono, e l’opera non è in discussione. Ma la prova decisiva, per cittadini e amministratori, resta una sola: vedere le ruspe all’opera sull’alveo dell’Orco.















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