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Октябрь
2025

Parco Moruzzi, sei sotto accusa. Per il dirigente Biolzi è la seconda indagine

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PAVIA. Lavori per il verde assegnati dal Comune di Pavia ad alcune ditte e poi subappaltate in maniera non regolare: per il dirigente comunale Giovanni Biolzi e altre sei persone arriva l’informativa di garanzia (con la chiusura delle indagini) per un secondo filone, quello relativo ai lavori al parco Moruzzi, a Pavia ovest. Nei giorni scorsi erano state chiuse le indagini per altre commesse: i lavori al castello a Mirabello, per il diserbo dei marciapiedi e la pulizia delle sponde della Vernavola.

Biolzi rischia così il processo per entrambi i fronti di inchiesta: l’avviso anticipa infatti la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura. La notifica del provvedimento, eseguita ieri mattina, ha avuto i suoi effetti: a Biolzi è stato tolto il settore Lavori pubblici che aveva inglobato anche il settore Ambiente e che Biolzi aveva ereditato con la sospensione della dirigente Mara Latini per una vicenda legata agli incentivi sui progetti del Pnrr. In sostanza nelle mani di Biolzi resta solo il settore Urbanistica. Un dirigente di fatto depotenziato, all’interno di una situazione non certo facile per la gestione dei settori comunali, dopo che anche Latini è stata sospesa per 30 giorni.

Otto indagati in tutto

Biolzi, accusato di frode nelle pubbliche forniture, è difeso dall’avvocato Alessandro Bastianello di Milano, che confida di riuscire a smontare le contestazioni: «Stiamo ancora studiando le carte, valuteremo», si limita a dire il legale. Ma il dirigente non è l’unico coinvolto in questo filone: per accuse che vanno dalla frode nelle pubbliche forniture, emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso e concessione irregolare di subappalti sono indagati anche Alberto Marchesi, l’imprenditore agricolo che aveva eseguito materialmente i lavori (è difeso dall’avvocato Marco Casali), Diego Facchini e Francesco Maccazola, i due titolari della ditta di Floricoltura San Donato (coinvolta a sua volta per la responsabilità giuridica delle imprese) , la funzionaria comunale Valentina Dalmanzio (ora in aspettativa e all’epoca progettista e Rup dei lavori), l’agronomo Davide Canepa, che era stato direttore di quei lavori.

Quali accuse

La procura di Pavia ipotizza irregolarità nell’appalto e nell’esecuzione dell’intervento, mentre il dirigente Biolzi avrebbe agito in conflitto di interessi perché conosceva uno degli amministratori della ditta di San Donato, con cui aveva già lavorato. L’appalto è quello da 193mila euro assegnato nel 2021 per la riqualificazione dell’area verde al confine con il Navigliaccio. Qui, tra il 2021 e la fine del 2022, fu eseguito un intervento sui percorsi, sulle aree verdi e sull’arredo urbano. I lavori furono assegnati alla ditta di San Donato Milanese, la Floricoltura Azienda agricola Vivai e Piante Srl. Ma i residenti sollevarono perplessità su quei lavori (finiti al centro di un esposto), perché il progetto prevedeva, tra le altre cose, la piantumazione di 4mila alberelli, molti dei quali rinsecchiti dopo pochi mesi.

Gli inquirenti avrebbero individuato diverse irregolarità, a cominciare dal fatto che il subappalto alla ditta di Marchese sarebbe stato assegnato senza l’autorizzazione della stazione appaltante, cioè il Comune di Pavia: marchesi, però, secondo il pm Stefano Civardi si interfacciava «direttamente con i funzionari del Comune di Pavia per lo svolgimento dei lavori». Nel mirino sono finite anche quattro fatture: si contesta a Marchesi la fatturazione per operazioni inesistenti. Le fatture, cioè, sarebbero state emesse per consentire all’imprenditore di evadere le imposte.















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