Cosenza, Dusi, Sabatini, Russo, Scozzafava e Di Fusco a Radio Napoli Centrale
Cosenza: “Il Comune non ha detto “no” al nuovo stadio. Pochi i 250 milioni di investimento”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto l’assessore Edoardo Cosenza: “Ci sono varie problematiche nell’area individuata per la costruzione di un nuovo stadio nella zona del “Caraminico”. Siamo favorevoli come Comune all’investimento che De Laurentiis vuole fare per il nuovo stadio, ma ora ci dono delle problematiche tecniche. Questo non vuole dire che non possano essere superate. Se i progettisti risolvono tutte le questioni che abbiamo sollevato il nuovo stadio si può fare. Non è vero che il Comune ha detto “no”, ma che si è sollevata una serie di problematiche tecniche che vanno affrontate. Ci sono sotto il suolo dei collettori fognari, ad esempio, che rappresentano un problema. Però tutto è superabile, anche se costerà. A me sembrano pochi 250 milioni di euro. A Milan il nuovo San Siro si fa con un miliardo. Investimento fattibile? A Milano i due club spendono 198 milioni solo per comprare il “Meazza” da abbattere. L’investimento aggiuntivo è di un altro miliardo. Senza un investimento di almeno 5-600 milioni la vedo dura”.
Dusi: “Palladino avrà tutti a disposizione per il Napoli. C’è anche Scalvini”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il giornalista di Gazzetta.it Giorgio Dusi: “E’ difficile capire che Atalanta vedremo sabato a Napoli. Domani Palladino avrà tutta la squadra a disposizione, compreso Scalvini che aveva già recuperato nei giorni scorsi. L’allenatore si presenterà in conferenza e farà un quadro più chiaro. Palladino ha fatto ottime cose sia giocando a quattro che a tre, non è ancora chiaro con quale modulo affronterà il Napoli. Formazione? Palladino guarderà soprattutto alla condizione fisica: ha avuto ben 14 nazionali fuori in questi giorni. Gasperini? Difficile non considerarlo un rimpianto. Bergamo resta casa e più di una volta è stato visto in città, dove ha molti amici. I tifosi dell’Atalanta ormai si sono messi l’anima in pace e hanno capito che il ciclo è finito. Più che rimpianto c’è un sentimento di forte gratitudine”.
Sabatini: “Da Conte un linguaggio estremo per provocare una forte reazione nei suoi giocatori”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il dirigente sportivo Walter Sabatini: “Napoli-Atalanta? Mi aspetto una grande partita. Più che la partita dei due allenatori sarà la partita dei giocatori, sono loro che fanno la differenza in campo. Conte ha adottato un linguaggio estremo, ma è importante che lui abbia fatto una provocazione sportiva verso i propri giocatori. Vuole indurre a una reazione nervosa importante, e credo che ci riuscirà. Le sue parole richiamano i calciatori a una risposta immediata, se fossi uno dei giocatori reagirei con l’orgoglio. E’ vero che ci sono tantissimi infortuni, e questo sta sicuramente condizionando il Napoli. Non mi è stai mai detto di essere un morto da accompagnare, ma se fosse accaduto mi sarei arrabbiato molto e avrei voluto rispondere a tutti i costi. Con i fatti e non con le parole. Penso che la squadra del Napoli risponderà con una grande rabbia”.
Russo: “Il Napoli deve reagire con forza, altrimenti si rischia di rivedere la squadra molle di Bologna”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto il giornalista di Dazn Marco Russo: “Napoli-Atalanta? Mi aspetto una partita divertente. Quello che ha detto Conte è stato fin troppo chiaro e forte. Non può non portare a delle conseguenze sul campo. Intendo una reazione totale della squadra: o cambiano marcia o resteranno passivi. Ma non riesco a non pensare a una reazione emotiva da parte degli azzurri. Ma occhio all’Atalanta, perché il cambio di allenatore porta sempre a qualcosa e per il Napoli sarà sicuramente un ulteriore rischio. Palladino ha fatto benissimo alla Fiorentina, soprattutto guardando alle difficoltà di oggi dei viola”.
Scozzafava: “Conte punta a recuperare lo spirito combattivo della squadra. I giocatori hanno voglia di rispondere sul campo”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto la giornalista del Corriere della Sera Monica Scozzafava: “Il discorso di Conte alla squadra ci sarà domani. E’ più giusto definirlo un dialogo. Un confronto tra allenatore e giocatori c’è sempre, ma in questo caso sarà un po’ diverso. Non mi aspetto grandi cambiamenti, e che Conte ribadirà i suoi valori e i suoi principi di gioco. Credo che il punto sarà recuperare lo spirito combattivo che la squadra ha perso. Conte ha riposato ed è tornato nel segno della normalità, come se nulla fosse accaduto. Immagino un discorso propositivo, ma è ovvio che non si può ignorare quello che è accaduto a Bologna. Conte ha definito la squadra morta e senza anima e cuore, è ovvio che questo debba portare a una reazione dei calciatori. Quantomeno per chiedere all’allenatore un chiarimento. Nel dire queste cose pubblicamente Conte ha aperto questo confronto già da tempo, per questo la risposta deve venire soprattutto dal campo”.
Di Fusco: “Si sottovaluta il problema del calcio italiano. La Nazionale non ha giocatori in grado di risolvere le partite”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un calcio alla radio”, è intervenuto l’ex calciatore Raffaele Di Fusco: “McTominay ci ha abituato a gol spettacolari. L’Italia deve provare a recuperare la sua storia. Prima l’obiettivo era entrare nelle prime quattro ai Mondiali, ora invece è sperare di qualificarsi superando i playoff. Ho la sensazione che questo problema sia sottovalutato. Mi sarei aspettato, ad esempio, di vedere delle regole nuove: come obbligare le società a puntare sui giovani italiani. La nazionale non ha giocatori che possono risolvere le partite. Ci sono talmente tanti tornei che non c’è tempo per i ct per allenare e lavorare. Diventa difficile fare il selezionatore e dare un gioco corale. Il solo motivo di ottimismo che sottolineo è che sono spuntati degli attaccanti validi, come Kean e Esposito: ma questo non rende l’Italia all’altezza di squadre come Norvegia e Scozia. Oggi ci fanno addirittura paura”.
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