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Декабрь
2025

Cuorgnè, dimissioni a inchiesta chiusa Il caso Gazzera scuote tutta la città

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Cuorgnè

In città la parola “dimissioni” arriva quando l’inchiesta è già chiusa. Non una sentenza, non una condanna, ma una scelta di opportunità politica segna l’uscita di scena di Maria Grazia Gazzera (indagata nell’inchiesta sui concorsi truccati all’Asl/To4) dal Consiglio, trasformando un atto formale in un passaggio che va oltre la cronaca locale e riporta al centro il rapporto, mai risolto, tra giustizia e rappresentanza istituzionale.

La chiusura delle indagini

A due mesi dalla conclusione dell’indagine sull’Asl da parte della procura di Ivrea, l’esponente di maggioranza ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Capogruppo consiliare e già consigliera incaricata alle politiche sociali, salute e benessere, inclusione, turismo e sviluppo del territorio, Gazzera ha formalizzato il passo indietro con una comunicazione indirizzata al sindaco, successivamente resa nota dall’amministrazione comunale.

Il suo coinvolgimento riguarda l’inchiesta sui concorsi truccati all’interno dell’Asl/ To4, azienda sanitaria della quale è dipendente.

Un’indagine che non attiene all’attività svolta in Comune, ma che aveva iniziato a produrre effetti anche sul piano politico già alla fine del 2022, quando il suo nome era emerso tra quelli degli indagati. Da allora una parte delle opposizioni aveva più volte sollecitato le dimissioni, in particolare dalla presidenza della commissione bilancio.

Il principio di non colpevolezza

In quella fase sindaco e maggioranza avevano scelto una linea di netta difesa, richiamando il principio di non colpevolezza e ribadendo come non vi fossero elementi ostativi alla prosecuzione del mandato.

La sindaca Giovanna Cresto aveva espresso pubblicamente «stima e fiducia» nei confronti della consigliera, sottolineando come l’indagine non riguardasse l’operato amministrativo in Comune. Le richieste di un passo indietro erano state respinte anche nei mesi successivi, quando l’inchiesta era ancora in corso.

Una lettera amara e chiarissima

La decisione di dimettersi matura ora, a indagine conclusa. Nella lettera indirizzata al sindaco, Gazzera spiega le motivazioni della scelta: «A seguito della vicenda giudiziaria che mi vede coinvolta e nella consapevolezza della mia estraneità ai fatti, rassegno le dimissioni per poter affrontare con serenità gli eventi che seguiranno, senza che possano essere strumentalizzati o ledere l’immagine del gruppo a cui appartengo in vista della prossima tornata elettorale». Una motivazione che colloca il passo indietro sul piano politico e istituzionale, prima ancora che personale.

Durante il consiglio comunale convocato per oggi, mercoledì 17 alle 17 si procederà alla surroga con il subentro di Melania Bianchetta. Il sindaco e il gruppo consiliare Cuorgnè al centro hanno ringraziato la consigliera uscente per il lavoro svolto, augurandole di chiarire definitivamente la propria posizione nelle sedi competenti e dando il benvenuto alla nuova consigliera.

Le reazioni politiche

Le dimissioni, arrivate a procedimento concluso, hanno però riacceso il confronto politico anche fuori dall’aula. Il nuovo segretario provinciale di Forza Italia Giovani, il cuorgnatese Alessandro Vicari, ha definito la scelta «una resa del garantismo», richiamando l’articolo 27 della Costituzione e la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio, ed esprimendo solidarietà alla consigliera dimissionaria.

Sulla stessa linea si è espresso anche il consigliere comunale di Cuorgnè della Lista Moderati e Indipendenti, Davide Trettene. «La vicenda della consigliera Maria Grazia Gazzera mi ha scosso – afferma – perché la presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio dovrebbe essere un caposaldo inderogabile. Il fatto che una consigliera comunale indagata sia portata alle dimissioni racconta un Paese dove la Costituzione può essere brandita come una clava solo dai giustizialisti». Un richiamo al principio di presunzione di innocenza arriva anche dall’ex sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, che pur senza entrare nel merito delle scelte personali ha ribadito «come si tratti di un fondamento irrinunciabile, soprattutto quando in gioco vi sono ruoli di rappresentanza istituzionale». La vicenda Gazzera si chiude così sul piano amministrativo, ma resta aperta sul piano politico e culturale.















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