Uccise il ladro a Pavone, in appello ridotte pena e accusa. Iachi Bonvin: «Per me vicenda molto dolorosa»
IVREA. «È una vicenda che ho sofferto molto dal punto di vista umano e processuale». Non c’è sentenza che possa in qualche modo dissipare le nubi piombate su Pavone Canavese fin dalla notte 7 giugno 2019, quando Marcellino Franco Iachi Bonvin, 72enne, commerciante di Pavone sparò e uccise Ion Stavila, ladro che stava svaligiando la sua tabaccheria. A testimonianza del fatto che, quando si preme il grilletto, è poi difficile tornare indietro.
Eppure lunedì la vicenda processuale ha subito l’ennesima svolta: la Corte d’Assise d’Appello di Torino, presieduta dalla giudice Cristina Domaneschi, ha riqualificato il reato in omicidio colposo da omicidio volontario, riducendo la pena di 5 anni inflitta in primo grado in un anno e 8 mesi.
Questo, nonostante l’accusa, sostenuta dalla pg Marina Nuccio, si fosse uniformata alla sentenza di primo grado e alla ricostruzione della procura di Ivrea, chiedendone la conferma integrale. La Corte ha fissato in 30 giorni il periodo necessario al deposito delle motivazioni della sentenza. La difesa, sostenuta dagli avvocati Mauro Ronco e Sara Rore Lazzaro, però, può ritenersi soddisfatta: «L’omicidio colposo era peraltro il capo di imputazione cristallizzato già nel 2020 dal dottor Ferrando, al momento della chiusura indagini (fu riformulato dalla procura di Ivrea su indicazione della Gup Valeria Rey, ndr). Attendiamo il deposito per meglio comprenderne i motivi e auspichiamo, in forza anche delle preziose consulenze del dottor Varetto, del dottor Nunziata e dottoressa Rivoira, che possa essere condivisa la versione resa dal signor Iachi alle Forze dell’ordine nell’immediatezza dei fatti: ossia che si sia tratto di un solo colpo, quello mortale, esploso al piano terra mentre l’imputato si era trovato faccia a faccia con i rapinatori, uno dei quali lo stava per colpire con un’arma, poi rivelatasi essere un palanchino. Siamo in ogni caso soddisfatti che la Corte abbia escluso l’accusa di omicidio volontario».
Secondo la ricostruzione della procura di Ivrea Iachi Bonvin sparò dal balcone di casa – su cui è stata ritrovata della polvere da sparo – più colpi verso il ladro di spalle, mentre per la difesa sparò un colpo in aria dal balcone e poi scese al pian terreno ed esplose il colpo mortale, temendo per la sua vita.
L’accusa è diventata di omicidio volontario, nel 2024, dopo 5 anni dall’omicidio e due avvisi di conclusione delle indagini preliminari per eccesso colposo di legittima difesa, all’udienza dello scorso mercoledì 21 febbraio, dopo che la giudice Rey aveva sollecitato la pm Bossi a riformularla. La persona offesa, cioè la compagna di Stavila, è stata risarcita con 20mila euro.
Iachi Bonvin rese dichiarazioni spontanee in procura soltanto a un anno dai fatti. Quella volta disse al procuratore Ferrando, di aver sparato in aria dal balcone quando ha sentito scattare l’allarme del distributore, poi, una volta in strada, per paura, quando si è trovato di fronte a delle ombre che gli venivano incontro minacciosamente.
La conclusione delle indagini preliminari per Iachi Bonvin era stato l’ultimo atto dell’ex procuratore capo Giuseppe Ferrando, che aveva firmato personalmente l’avviso all’indagato, a settembre 2021.
La seconda, invece, è arrivata due anni dopo, firmata dalla pm Valentina Bossi che però manteneva la stessa impostazione di fondo, almeno nei confronti di Iachi Bonvin, rispetto a Ferrando, con l’eccesso colposo di legittima difesa.
