A MENTE FREDDA | Catania merita rispetto. Lacune da correggere, stabilità e duttilità sul mercato
Fiumi di polemiche accompagnano la settimana che porta a Catania-Atalanta U23. Evidente la rabbia dei tifosi etnei per la contestata direzione arbitrale del sig. Colannino a Potenza. Lo stesso mister Toscano ha alzato la voce nel post gara, non facendo nulla per nascondere la propria amarezza in un momento in cui gli episodi sfavorevoli aumentano e rischiano di pesare nella corsa promozione. I commenti che contengono insulti e offese di vario tipo sono ovviamente censurabili, ma è corretta la richiesta di una maggiore attenzione da parte di chi dirige le partite e del designatore arbitrale Daniele Orsato.
Non è vittimismo, ma un dato di fatto che fin troppo spesso “fischietti” con poca esperienza e personalità arbitrino incontri del Catania. Il FVS, poi, ad inizio stagione sembrava essere uno strumento utile a disposizione dei direttori di gara, ma spesso ci si scontra con interpretazioni anche diversissime nelle decisioni assunte. Se, ad esempio, Colaninno a Potenza ritiene che le immagini del monitor non siano chiare per decretare la regolarità della posizione di Rolfini (in realtà, guardando con attenzione, il gol era regolarissimo muovendosi la punta sul filo del fuorigioco), qualche settimana fa a Benevento venne convalidata la rete del momentaneo 1-1 alla Salernitana pur nella impossibilità di stabilire se la palla avesse oltrepassato la linea di porta. Poi i granata crollarono sotto i colpi dei sanniti, ma questo è un altro discorso.
Di episodi discutibili ne potremmo menzionare a iosa. Osservare le regole non è un optional, vale per tutti. Altrimenti, soprattutto in un campionato così combattuto ed equilibrato, si rischia davvero di falsare una stagione. Non vogliamo credere alla teoria del complotto, ma la piazza di Catania merita rispetto. Il FVS fa discutere ovunque, segno che più di qualcosa da rivedere c’è. Forse sarebbe meglio investire maggiori risorse sulla formazione degli arbitri, dal momento che il livello della classe arbitrale è generalmente basso.
Chiuso questo argomento per cui si riteneva doveroso aprire una parentesi, spazio alla tematica legata al campo. Al netto dell’arbitraggio penalizzante del “Viviani”, domenica scorsa c’erano tutte le condizioni affinchè il Catania facesse sua l’intera posta in palio. Padroni di casa pieni di defezioni, a cui se ne sono aggiunte altre nelle ore precedenti il fischio d’inizio, costretti a giocare in dieci uomini a partire dal 18′ per la corretta applicazione del regolamento circa l’espulsione di Bruschi (stupisce che un allenatore preparato e stimato come Pietro De Giorgio non lo abbia riconosciuto ndr). Bravo il Potenza a difendersi tra mille difficoltà – molto meno per le continue ed esagerate perdite di tempo – ma il Catania era in possesso di potenzialità e mezzi per portare a casa i tre punti.
E’ un segnale che conferma le difficoltà incontrate dai rossazzurri lontano dal “Massimino”. Mister Toscano ha ripetuto in più occasioni che il Catania assume lo stesso atteggiamento sia in casa che fuori ma, punti e statistiche alla mano, il ruolino di marcia esterno nel girone d’andata evidenzia che gli etnei hanno conquistato meno della metà dei punti incassati tra le mura amiche, con anche uno scarto di 11 reti all’attivo e 9 al passivo rispetto al rendimento casalingo. Pesano le assenze prolungate di giocatori importanti nell’economia del gioco di Toscano, così come qualche lacuna palesata in trasferta e da correggere per passare ad uno step successivo di crescita.
Ricorrere quasi sistematicamente ai movimenti sulle corsie laterali non sempre può bastare e la mediana rossazzurra, che eccelle in fase d’interdizione, non è così spesso efficace nello sviluppo della manovra, aspettando che siano i trequartisti ad illuminarla. Il rischio è di diventare troppo prevedibili per le avversarie. Urge, allora, individuare soluzioni alternative. Ecco che il calciomercato di gennaio potrebbe venire in soccorso dotando la squadra, magari, di uno o due interpreti con più doti di palleggio e visione di gioco.
In ogni caso la campagna trasferimenti invernale del Catania sarà improntata sulla stabilità. Nessuno stravolgimento, nel pieno rispetto degli equilibri di spogliatoio e di campo, ricercando soprattutto la duttilità. Una caratteristica già ben presente nella costruzione dell’organico in estate e che caratterizzerà anche la finestra rossazzurra di gennaio. Inserendo calciatori pronti ad adattarsi a diverse situazioni tattiche, ricoprire più ruoli, offrendo all’allenatore una maggiore flessibilità e più opzioni strategiche.
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