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Декабрь
2025

I legali dei Poggi: «Un colpevole c’è già ed è Alberto Stasi»

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Garlasco. «Gli accertamenti li abbiamo fatti, forse erano necessari ma si finisce per rovinare la vita delle persone innocenti. Per noi c’è un solo colpevole, ed è Alberto Stasi. Il nostro ordinamento gli dà una strada che è quella della revisione». Francesco Compagna, avvocato della famiglia Poggi (rappresenta Marco, il fratello della vittima) insieme al collega Gian Luigi Tizzoni (che rappresenta i genitori) parla a ruota libera prima dell’udienza e quando esce dall’aula la sua posizione non cambia, anzi è rafforzata dal confronto tra la perita Denise Albani e i vari consulenti. «Per mesi abbiamo continuato a sentire parlare di svolta, ma questa non è mai arrivata, nemmeno oggi», aggiunge il legale.

«Uno spettacolo mediatico»
Tizzoni ha avuto una posizione più defilata, preferendo non rilasciare dichiarazioni sull’udienza, e così i genitori di Chiara, che da mesi vivono la pressione di un’inchiesta che ha rimesso in discussione la sentenza che aveva dato loro un minimo di serenità, se possibile. Il papà della vittima Giuseppe Poggi, e la madre, Rita Preda, hanno seguito la giornata in tv. Interpellati in serata hanno scelto il silenzio.

Lo avevano rotto solo prima dell’estate, per denunciare i veleni e gli attacchi alla loro famiglia e alla memoria della loro figlia. «Non se ne può più di questa attenzione morbosa in cui ciascuno strumentalizza una vicenda processuale per sostenere la propria tesi», ha dichiarato l’avvocato Compagna.

Per il legale, che ha rivelato di ricevere «sui social insulti e attacchi» questa vicenda «è un enorme spettacolo mediatico. Purtroppo in questo processo complesso capita che qualcuno si faccia convincere, ma la verità è che le unghie sono prive di significato, visto che la vittima non si difende e giocare su un dato che non è scientifico è una follia», ha aggiunto.

La spazzatura e l’Estathè
Il legale si è soffermato anche sull’analisi della spazzatura di casa Poggi, «che parte da Stasi e dalla bugia che Chiara era allergica al latte, poi scopriamo che sulla cannuccia dell’Estathé c’è il Dna del fidanzato e che lei non ha fatto colazione con i suoi assassini».

Proprio sulla presenza del Dna sulla cannuccia del brick di thè gli avvocati dei Poggi depositeranno a giorni una relazione in Procura, perché quella traccia potrebbe riscrivere i tempi dell’omicidio e della presenza di Stasi in casa.

L’allora fidanzato della vittima, che la sera prima aveva mangiato una pizza con Chiara, non aveva escluso di avere bevuto l’Estathè, anche se, sentito dai carabinieri, in prima battuta aveva parlato solo di una lattina di birra marca Foster.

La lattina vuota, però, non fu trovata nella pattumiera e proprio questo spinse gli investigatori a ritenere che nel cestino dei rifiuti, svuotato la sera prima, ci fossero solo i resti della colazione della mattina. Cioè quando la ragazza fu uccisa. Quando, perciò, Stasi ha bevuto il thè?

«Ben vengano gli approfondimenti – è il pensiero di Compagna – li abbiamo fatti e i risultati sono questi. Abbiamo spaccato il capello in quattro, ma io resto convinto della colpevolezza di Stasi. Avrebbe potuto chiedere la revisione della condanna».















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