Carnevale Ivrea, i Diavoli pronti a tirare in piazza Freguglia: «Stiamo scrivendo una pagina nuova»
IVREA. Curiosità, entusiasmo e un pizzico di malinconia: sono gli ingredienti con i quali i Diavoli si avvicinano al Carnevale 2026, il primo che li vedrà tirare in piazza Freguglia, dopo aver combattuto contro i carri fin dal 1973, anno di fondazione della formazione giallorossa, al Rondolino. La (non facile) decisione è stata presa la scorsa estate, dopo che era sotto gli occhi di tutti il fatto che tre squadre numerose non potevano più coesistere in un’unica zona di tiro.
IL PASSO AVANTI
I Diavoli hanno fatto un passo avanti, lasciando il Rondolino a Mercenari e Pantera Nera, accettando un trasloco che li allontanerà dalla loro storia ma, sotto il profilo logistico, li avvicinerà al padiglione di Diavolandia e alla sede sociale di via dei Mulini. «Siamo pronti – afferma il presidente Marco Lupato -! Sarà un Carnevale nuovo, nel segno delle novità. Da parte nostra un plauso sincero a Comune e Fondazione, che hanno rispettato le promesse. A lato della nostra zona di tiro si sta realizzando uno spazio nuovo, trasformando il parcheggio in una piazza vera, che andrà ad arricchire Ivrea anche al di fuori del periodo carnevalesco. Siamo sempre più convinti della bontà della scelta che abbiamo fatto, per quanto non facile da prendere. L’aspetto sentimentale sarà il più difficile da superare, ma siamo pronti a far vedere, come sempre, chi sono i Diavoli, in piazza Freguglia così come lo siamo stati per oltre cinquant’anni al Rondolino, dove siamo stati i primi a tirare. Non lo dimenticheremo, non possiamo e non vogliamo farlo, ma la nostra storia non si cancella cambiando piazza, stiamo solo scrivendo una pagina nuova di un libro già ricco e lo facciamo guardando avanti».
L’INAUGURAZIONE
Tra le novità del prossimo Carnevale ci sarà una cerimonia di inaugurazione della nuova piazza: è in programma venerdì 13 febbraio, due giorni prima della battaglia: «Cercheremo di stupire tutti e ringraziare chi ci è venuto incontro in questo percorso – spiega il vicepresidente Davide Vacchiero – in primis l’associazione Aranceri a piedi: quest’anno più che mai noi tiratori abbiamo marciato insieme in un’unica direzione, a dimostrazione di come questa componente sia cresciuta nel tempo, non solo numericamente, ma come consapevolezza del suo ruolo e delle sue responsabilità all’interno del mondo carnevalesco». Per i Diavoli, che stanno proseguendo con successo il tesseramento per il prossimo Carnevale, sono stati mesi impegnativi: «Fin dal mese di giugno abbiamo fatto anche tre riunioni alla settimana, per giungere alla decisione di trasferirci – prosegue Lupato -: abbiamo dovuto conciliare le diverse posizioni all’interno della squadra, convincere i più restii, ma ora siamo pronti e curiosi di vivere questa nuova avventura, condividendo la piazza con i Credendari».
VINCERE È BELLO
Un trasloco da celebrare con una nuova vittoria? «Sarebbe bello – riconoscono Lupato e Vacchiero, in coro – noi non abbiamo mai nascosto il fatto che ci piaccia vincere. Conquistare quel gagliardetto, il martedì sera, fa parte del dna dei Diavoli, così come il divertimento, la compagnia e il rendere difficile la vita ai carri. Ma vogliamo arrivare al primo posto con le nostre forze, con la grinta dei nostri aranceri e l’organizzazione della squadra, mai con le “scorciatoie”». L’armonia che regna nella squadra è testimoniata dal grande lavoro che fanno decine e decine di iscritti: «Quando abbiamo allestito la nuova sede, inaugurata nel Carnevale 2024, lo abbiamo fatto esclusivamente con le nostre forze: tutti i lavori ce li siamo fatti noi e ogni anno sono un centinaio i Diavoli che lavorano a Diavolandia, con vari compiti: c’è da preparare, da servire, da pulire. Spesso si finisce a notte fonda, si riprende la mattina presto e al pomeriggio, tutti sotto i carri. È il nostro modo di vivere il Carnevale: divertirci mettendoci al servizio della squadra e della collettività». Servizio che guarda anche a chi è meno fortunato: la 34ª edizione di Diavolandia sarà inaugurata con una serata dedicata all’associazione Sclerosi multipla canavesana».
LE VOCI DEL SÌ E DEL NÌ
L’entusiasmo di Lupato e Vacchiero è condiviso dal resto della squadra, dai vecchi come dai giovani. Piero Garetto, 68 anni di età e 41 di tiro è un volto storico dei Diavoli: «Sono contentissimo del trasferimento in piazza Ferguglia e lo dico senza ironia. Per carattere sono favorevole ad accogliere le novità. Logicamente il cuore patisce un po’, però considerando la piazza più ampia e le nuove opportunità di allestimento, non posso che essere ottimista». Un po’ meno convinto Luciano Saccuman, 68 anni: «Sì o no? Direi “nì”, perché abbandonare il Rondolino mi spiace: siamo nati lì, abbiamo sempre tirato lì e spostarci pesa. Sicuramente ci troveremo bene e ci abitueremo a piazza Freguglia, ma ci vorrà un po’ di tempo per assorbire il distacco». Anche tra le nuove leve c’è chi già soffre di malinconia: è il caso di Rachele Di Giovanni, 30 anni: «Dopo otto anni di tiro, il Rondolino era diventato casa, sono legata alle tradizioni e non nascondo che mi spiace spostarmi, anche se ho piena fiducia nelle scelte fatte dal direttivo e mi rendo conto che i cambiamenti sono giusti e un giudizio potremo darlo solo a Carnevale concluso. Però… credo che il primo giorno di battaglia qualche amica dovrà venire a recuperarmi al Rondolino, perché l’abitudine mi porterà a schierarmi lì, in attesa dei carri».
