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Декабрь
2025

Rivarolo, massi ciclopici per difendersi dalla forza del torrente Orco

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RIVAROLO CANAVESE. In questi giorni lungo le sponde del Torrente Orco a Rivarolo Canavese è in corso una serie di importanti interventi di difesa dai rischi legati all’asse fluviale volti a minimizzare i danni e i rischi legati al fiume in occasione di estremi eventi atmosferici e precipitazioni.

A fare il punto sugli interventi è il sindaco Martino Zucco Chinà, che ha spiegato con parole chiare l’assetto e la finalità delle opere di difesa idrogeologica. «Gli interventi in atto riguardano il programma generale di gestione dei sedimenti e il tratto che ci interessa prevede due stralci, in buona sostanza», esordisce il primo cittadino. «Quello che si può osservare dalla strada, dal ponte, è lo stralcio 2, dove è in fase di realizzazione un tratto di scogliera in massi ciclopici e questo naturalmente per attutire la forza delle acque in periodi di piena».

L’intervento attuale è volto a dissipare l’energia delle piene, proteggendo le sponde dal rischio erosivo con opere di difesa “a corpo” solide e visibili direttamente dal ponte cittadino. Zucco Chinà prosegue: «Lo stralcio 2 ha un quadro economico di 691mila euro». Si tratta di un ulteriore sviluppo del progetto di sistemazione fluviale che andrà a consolidare e completare la protezione lungo il tratto interessato.

Lo stralcio 1, già in programmazione, prevede invece 424mila euro di investimenti e riguarda interventi più a valle, incluse modifiche dell’alveo: «Prevede la realizzazione del ripascimento (intervento di ingegneria costiera che consiste nel riportare artificialmente sabbia, ghiaia o altri sedimenti su un litorale eroso, ndr) in sponda destra e l’attivazione di un ramo secondario, più un rimodellamento della soglia di attivazione di un terzo ramo. In pratica, un po’ più a valle dell’intervento precedente si lavorerà per realizzare sostanzialmente l’apertura di un canale che centralizzi di più il flusso delle acque».

Secondo il sindaco questo tipo di opera, pur non rappresentando una soluzione definitiva, contribuirà a ridurre il pericolo di erosione nella zona di Camagnino, l’area che in passato ha sofferto l’azione erosiva del fiume. Zucco Chinà ricorda come Camagnino sia stata a lungo teatro di un fenomeno di erosione tale da portare al crollo quasi totale di una cascina di rilievo storico e paesaggistico: «Quelli come me ricordano che sull’Orco c’era questa cascina abbastanza importante, di cui adesso è rimasto molto poco perché le varie erosioni prodotte dalle acque dell’Orco, un po’ per volta, hanno fatto sì che il terreno cedesse e che la cascina sprofondasse sotto l’effetto dell’erosione».

Il livello dell’alveo è mutato in modo significativo in decenni di dinamiche naturali e gli interventi tecnici cercano di contenere questo comportamento del fiume. Il sindaco fornisce anche indicazioni sulle tempistiche: «Le attività sono cominciate un paio di settimane fa e intanto si concluderà l’attività legata alla realizzazione della scogliera. Successivamente io mi auguro che nell’arco dei prossimi 3 o 4 mesi si realizzi tutto. Certamente lo stralcio numero 2 dovrebbe essere risolto nell’arco di qualche mese».

L’onere e la competenza di questi interventi, come giustamente ricorda il primo cittadino, sono a carico della Regione, mentre il Comune non ha competenza per il torrente. Il sindaco riconosce l’impegno della sua amministrazione: «Noi ci spendiamo molto, in particolare attraverso l’assessora Alessia Cuffia e l’assessore Roberto Gallo Pecca, nei rapporti con la Regione per segnalare e sollecitare costantemente la necessità di intervento».

Queste opere arrivano in un contesto di attenzione crescente verso il rischio idrogeologico nei territori attraversati dall’Orco, come ad esempio le piene di aprile che hanno visto l’Orco sorpassare livelli significativi con fenomeni di erosione delle sponde e criticità idrauliche. Poi quella del dicembre 2024 e come dimenticare l’evento più grave di 25 anni fa. Per Rivarolo Canavese le opere in corso rappresentano non soltanto una risposta ai problemi evidenti connessi all’erosione delle sponde, ma anche un passo avanti nella tutela del territorio e delle comunità che vivono quotidianamente il rapporto con uno dei corsi d’acqua più impetuosi del Canavese. —















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