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Декабрь
2025

In Somalia si vota per la prima volta dopo quasi 60 anni, cosa succederà

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Mentre in buona parte del mondo si festeggia il Natale, la Somalia ricorderà la data del 25 dicembre 2025 per un altro motivo, decisamente meno sacro ma comunque significativo.

È la data scelta per le elezioni locali della capitale Mogadiscio. È la prima volta dopo quasi 40 anni che nel tribolato paese del corno d’Africa gli elettori eleggono direttamente i propri rappresentanti politici.

I cittadini di Mogadiscio, capitale della Somalia, sono chiamati a eleggere direttamente i propri rappresentanti politici nella giornata di giovedì 25 dicembre 2025. Non accadeva dal colpo di stato dell’ottobre 1969 che venissero organizzate delle elezioni a suffragio universale.

Il primo voto universale e diretto dal 1969

All’epoca un golpe militare guidato da Siad Barre sospese del tutto la vita democratica del paese. Bisognerà aspettare il 2004, al termine di una lunga e sanguinosa guerra civile, per rivedere di nuovo aprire le urne. D’altra parte, per quanto riguarda la politica somala è difficile parlare di vere e proprie procedure democratiche.

Elezioni locali banco di prova per il voto nazionale previsto per il 2026 – termometropolitico

In effetti, nel corso degli anni si sono tenute altre elezioni universali e dirette nel paese. La Somalia, almeno sulla carta, è una federazione di sei stati. Uno di questi, il Puntland, ha chiamato i propri cittadini alle urne nel 2021 e nel 2023. Stessa cosa il Somaliland. D’altra parte, questo stato nemmeno si può considerare propriamente parte della federazione. Si è dichiarato indipendente da Mogadiscio nel 1991. Da allora intrattiene relazioni diplomatiche con molti paesi anche se non è riconosciuto formalmente dalla comunità internazionale.

Banco di prova per elezioni nazionali del 2026

Detto ciò, il dato più importante è che le elezioni del 25 dicembre 2025 sono a suffragio universale e dirette. Infatti, in Somalia si vota dal 2004, appunto dalla fine del regime militare, tuttavia, il voto – sia locale che nazionale – è sempre stato riservato ai membri dei maggiori clan che rappresentano la società somala. In pratica, in base a un meccanismo noto come “sistema 4.5” gli esponenti di spicco di alcune famiglie scelgono i parlamentari che a loro volta scelgono il presidente del paese (allo stesso modo, a livello locale, scelgono i deputati dei vari distretti cittadini che poi eleggono il sindaco).

Molti partiti di opposizione all’attuale Presidente Mohamud stanno boicottando il voto perché ritengono che il governo abbia organizzato un’operazione “di facciata”. In sostanza, le forze al potere starebbero favorendo i propri candidati. Detto ciò, queste elezioni forniscono un banco di prova importante in vista delle elezioni nazionali che dovrebbero tenersi nel 2026: le prime in cui il parere dei clan sarà sostituito dal suffragio universale e, quindi, in cui i somali potranno scegliere direttamente sia i propri rappresentanti in Parlamento che il Presidente del paese.

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