Добавить новость
smi24.net
World News
Декабрь
2025

Il sottopasso di Bianzone distruggerà i Prati del Ranèe. Come rinunciare al denaro olimpico ‘piovuto dal cielo’?

0

La sigla C26.6 è l’atto di morte di un prato. Una delle ultime piane d’erba rimaste in Valtellina, nel territorio agricolo di Bianzone, in provincia di Sondrio. Si tratta di un centinaio di ettari destinati a terreno agricolo, dal pregio ambientale indiscusso, non foss’altro perché hanno resistito all’invadenza delle case, dei centri commerciali, delle fabbrichette. Siamo 18 chilometri a nord di Sondrio, 7 chilometri prima di Tirano, e quel gelido numero, che assume le sembianze di un epitaffio, è contenuto nel “Piano complessivo delle opere da realizzare in funzione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026”. L’hanno approvato la prima volta nel 2022 con il governo di Mario Draghi, lo ha confermato definitivamente nel settembre 2023 il governo di Giorgia Meloni.

Si tratta della soppressione di un passaggio a livello, il sesto lotto di un intervento complessivo da 66 milioni di euro, per eliminare le barriere della ferrovia che scorre vicino alla statale 38 dello Stelvio, che collega la Lombardia alla Val Venosta, in Alto Adige.

Gli interventi sono in carico a Rfi, ma il piano porta la firma di Società Infrastrutture Milano Cortina 2026, il braccio operativo del ministero diretto da Matteo Salvini. Che cosa c’entra un prato attraversato dalla linea ferroviaria Milano-Tirano con la neve olimpica, se si pensa che Bormio (gare di sci alpino maschile) dista 45 chilometri e Livigno (freestyle ed esibizioni acrobatiche con gli sci) è a un’ottantina di chilometri? La kermesse bianca è l’evento che giustifica, il grande ombrello finanziario sotto il quale si è assistito all’assalto alla diligenza da parte delle amministrazioni locali, che non hanno voluto rinunciare a una montagna di soldi sotto forma di appalti pubblici.

In nome e a difesa di quei cento ettari di prato si sono mobilitati i cittadini di un paese con meno di 1.300 anime, raccogliendo in valle un migliaio di firme, presentate al sindaco Cristian Sertorio e alla Regione Lombardia. Sono la prova del dissenso che ha portato anche a due esposti, alla Procura di Sondrio e alla Corte dei Conti. Gli abitanti sono in trincea da alcuni anni, interpretando una forma di resistenza civile di fronte a un’imposizione arrivata dall’alto che non capiscono. “E’ un’opera inutile, dannosa ed illegittima” spiega Edj Polinelli, portavoce del comitato che ha imbracciato lo slogan: “Salviamo i Prati del Ranèe. I prati non si asfaltano”.

Di quel sottopasso non se ne sente il bisogno, dicono. Perché non si trova sulla statale, ma interessa strade secondarie, frequentate per lo più da mezzi agricoli. Allora perché spendere 16 milioni e mezzo? Una risposta l’hanno trovata nel progetto esecutivo: “Le aree su cui insisterà l’opera, attualmente classificate a destinazione d’uso di tipo agricolo, a seguito della realizzazione dell’intervento subiranno un cambio di destinazione d’uso e potranno essere ricondotte a un utilizzo di tipo commerciale-industriale”. Il sottopasso come testa di ponte per lo stravolgimento ambientale, con spreco di suolo e denaro pubblico.

Così le Olimpiadi finiscono nel mirino. Poco prima di Natale il Comitato ha recapitato a tutte le famiglie una lettera. “Regione Lombardia e Comune non hanno mai chiarito l’utilità di questo progetto, al contrario hanno scaricato l’uno sull’altra la responsabilità. I Giochi Invernali stanno per iniziare, ma i lavori – previsti da febbraio 2024 – non sono mai iniziati. Si continua però a procedere come ‘Opera Olimpica indifferibile’, senza valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica, in un’area esclusivamente agricola”. Per rispondere all’obiezione di voler dire di no a tutte le opere, il comitato replica: “Esistono da decenni progetti alternativi, già condivisi in passato, che permettono di razionalizzare i passaggi a livello salvaguardando i prati, senza devastanti sottopassi camionabili e strade di tipo urbano in un’area finora servita solo da strade campestri”.

I cittadini chiedono di bloccare il progetto, studiare altre soluzioni e coinvolgere le comunità. Citano i casi dei comuni di Teglio e Castello dell’Acqua, dove i progetti sono stati ritirati a furor di popolo. Guarda caso, poco dopo, nell’agosto 2022, è comparso il sottopasso di Bianzone.

“La somma di denaro disponibile col Decreto Olimpiadi era cospicua. Si poteva rinunciare a questo ‘denaro piovuto dal cielo’? Si è così passati sopra a tutto. L’area che il Piano di Governo del Territorio definisce ‘ad alta valenza paesistica, ambientale, per la tutela del suolo e gravata da vincoli di inedificabilità’ è allo stato attuale inviolabile. Ma una volta urbanizzata, con un sottopasso camionabile più ampio della strada principale di Bianzone e con una nuova viabilità di raccordo nei prati fino al confine con il Comune di Teglio potrà poi ospitare anche grandi impianti industriali senza nemmeno la necessità di richiedere varianti urbanistiche al Comune di Bianzone. Non sappiamo se definire il tutto commedia o tragedia”.

L'articolo Il sottopasso di Bianzone distruggerà i Prati del Ranèe. Come rinunciare al denaro olimpico ‘piovuto dal cielo’? proviene da Il Fatto Quotidiano.















Музыкальные новости






















СМИ24.net — правдивые новости, непрерывно 24/7 на русском языке с ежеминутным обновлением *