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Stradella-Pavia-Milano, Il treno del mattino fa il record di ritardi: «Da metà dicembre 15 volte in 15 giorni»

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STRADELLA. In ritardo quindici volte in quindici giorni. È questo il triste primato del treno 10454, il convoglio del mattino, utilizzato dalla maggior parte dei pendolari oltrepadani della Stradella-Pavia-Milano per raggiungere i luoghi di studio e di lavoro.

I disagi

Dall’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, a metà dicembre, pendolari e studenti che ogni giorno utilizzano la linea si trovano ad affrontare una situazione sempre più problematica, caratterizzata da riduzione della capienza dei treni, ritardi sistematici e soluzioni alternative insufficienti.

Come confermano i pendolari, i ritardi del treno 10454 sembrano ormai strutturali. «Dall’introduzione del nuovo orario, il convoglio non è mai arrivato puntuale né a Pavia né a Milano rispetto agli orari programmati - spiegano i pendolari -. I ritardi oscillano tra i 10 e i 40 minuti. Solo per citare un esempio recente, questa mattina (ieri per chi legge, ndr) il treno è arrivato a Pavia alle 8.17 invece che alle 7.46, e a Milano Rogoredo alle 8.43 anziché alle 8.10. Disservizi analoghi si registrano anche nei viaggi di ritorno. I treni utilizzati dagli studenti da Pavia nelle fasce delle 13.09, 14.09 e 15.09 accumulano frequentemente ritardi, così come quelli dei pendolari in rientro da Milano Porta Garibaldi tra le 17 e le 19».

Per far fronte ai disagi del mattino, Trenord ha inserito un servizio pullman aggiuntivo, con partenza da Stradella e Bressana «che, salvo i primi giorni, si è dimostrato abbastanza puntuale», confermano i viaggiatori. «Tuttavia questi collegamenti sono garantiti esclusivamente nei giorni di apertura delle scuole - aggiungono -. Con i nuovi orari del treno 10454 e considerando i ritardi cronici, molti pendolari sono rimasti penalizzati dalla sospensione del servizio durante le vacanze scolastiche: le alternative reali sono prendere un treno con un’ora di anticipo oppure affidarsi al 10454, con la quasi certezza di arrivare tardi sul posto di lavoro».

Ora, infatti, la preoccupazione maggiore riguarda la ripresa delle attività scolastiche dal 7 gennaio. «Il rischio di sovraffollamento appare evidente, soprattutto alla luce dell’incomprensibile decisione di sostituire i treni Caravaggio con i Donizetti, unita ai ritardi registrati nelle prime due settimane di esercizio del nuovo orario - i timori degli utenti -. Inoltre, ci si chiede cosa accadrà alla fine dell’anno scolastico: con l’eliminazione dei pullman, quale sarà la sorte dei pendolari che continuano a lavorare nei mesi di giugno, luglio e agosto?».

«Sono domande legittime, che meritano risposte chiare e interventi rapidi - concludono i pendolari -. Il trasporto pubblico ferroviario non può essere gestito ignorando le esigenze reali di chi lo utilizza ogni giorno per studiare e lavorare».















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