Strage a Crans-Montana, l’ambasciatore italiano: “Molti corpi irriconoscibili, serve tempo per il riconoscimento”
“Molti sono devastati dalle ustioni e purtroppo in queste condizioni non sarà facile risalire alle loro identità. Noi ci stiamo attrezzando allestendo una piccola unità di crisi in paese per potere assistere le famiglie in arrivo. E forniremo tutto il supporto per affrontare giorni che si prospettano comprensibilmente difficili. Le incontrerò insieme al ministro Tajani che oggi sarà qui e vedrà anche le autorità svizzere”. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, parla a Repubblica all’indomani dell’incendio che ha devastato le vite di 47 persone, presumibilmente tutti giovani, e ne ha ferite 112, alcuni in maniera molto grave, con ustioni profonde. A Crans-Montana il silenzio è assordante: la comunità devastata, e da ieri centinaia di persone si sono riunite per rendere omaggio alle vittime. Residenti e turisti hanno deposto in silenzio fiori e lumini.
Cornado sottolinea la priorità della prudenza, “per l’estrema delicatezza di questa terribile tragedia, per la legge sulla privacy”. Per fortuna, sottolinea, “posso solo dire che con il passare delle ore, molte delle persone che si ritenevano disperse sono state poi trovate negli ospedali e quindi l’ultimo bilancio disponibile è di sei italiani dispersi e tredici feriti ricoverati“. Alla domanda se le famiglie italiana sono state tutte avvertite, ha poi risposto: “Sì, e proprio loro ci hanno aiutato ad aggiornare le liste dei dispersi e dei feriti. Le autorità svizzere hanno provveduto ad informare tutti i familiari delle persone ricoverate: sono 112 in tutti, 107 dei quali identificati. E tra loro gli italiani feriti sono tredici. Ne restano ancora cinque da identificare e per questo la lista dei dispersi potrebbe ancora variare. Sono state proprio le famiglie che si erano rivolte alla Farnesina per cercare i loro cari ad avvertirci che erano stati trovati consentendoci di aggiornare le liste. Le autorità svizzere non ci hanno fornito i nomi dei feriti e per identificare i 47 corpi ritrovati purtroppo non sono riconoscibili”. Corpi che avranno bisogno di giorni, almeno, per essere riconosciuti.
Tempistiche confermate anche da un portavoce della polizia svizzera: il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-Ats, ed è molto difficile, dato l’elevato numero di vittime. Intervistato dalla radio romanda Rts, anche il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato che l’identificazione delle vittime richiederà ancora tempo, mentre la situazione negli ospedali rimane molto tesa. “Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi”, ha osservato, ringraziando “cittadini e giovani che hanno salvato vite umane”.
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