Violentò una bimba di 10 anni che rimase incinta, condannato a 5 anni perché il giudice ha riqualificato il reato
È finita con una condanna che farà discutere quella emessa a Brescia dal giudice per l’udienza preliminare. A un 29enne bengalese sono stati inflitti 5 anni al termine di un processo in abbreviato per aver violentato una bambina di 10 anni nell’estate 2024. I fatti sono avvenuti in un ex albergo di Collio, in Valtrompia, allora centro di accoglienza per i richiedenti asilo.
La bambina, ospite della struttura con la madre, era stata portata in ospedale per forti dolori addominali. In reparto i medici avevano scoperto che era incinta. Madre e figlia allora vennero trasferite in una struttura protetta, mentre l’uomo fu fermato dopo aver ammesso le accuse.
La pm Federica Ceschi aveva chiesto 6 anni e 8 mesi. Il giudice del tribunale ha riqualificato il reato da violenza sessuale a rapporti sessuali con minori e anche per questo la pena è stata inferiore rispetto alle richieste del pm. Secondo il giudice bresciano non c’è stata violenza, ma l’uomo ha comunque agito senza che la bambina, vista l’età, potesse essere in grado di essere consenziente.
Tra i due reati la differenza di pena è di due anni: va da 5 a dieci anni per sesso con minori a 6-12 anni per violenza sessuale su minore. Recita infatti l’articolo 609 bis: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni”, pena che andrebbe, sempre secondo il codice, aumentata “se i fatti ivi previsti sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici. La pena è raddoppiata se i fatti di cui all’articolo 609 bis sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci”.
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