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Garlasco, la Cassazione conferma il no al sequestro di computer e cellulari dell’ex pm Venditti

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PAVIA. La Cassazione ha confermato il dissequestro dei telefonini e dispositivi informatici dell’ex pm Mario Venditti, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul sistema Pavia per corruzione in atti giudiziari. La decisione riguarda anche i due ex carabinieri della polizia giudiziaria Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, che non sono indagati ma che avevano avuto il sequestro dei telefoni nel filone sul presunto condizionamento delle indagini del 2017 a carico di Andrea Sempio sul delitto di Garlasco.

Cosa è successo

La Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Brescia contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che, il 17 novembre, ha annullato anche il secondo decreto di sequestro dei pm, eseguito il 24 ottobre, di telefoni, pc e tablet, dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti, indagato nel filone sul caso Garlasco che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari.

Il Riesame aveva annullato il decreto di sequestro probatorio della Procura bresciana del 24 ottobre. I giudici avevano ordinato per tutti e tre la “restituzione” di “tutti i beni sequestrati”, assieme “ai dati eventualmente già estrapolati”. Il legale Aiello, in particolare, aveva fatto notare che, oltre all’assenza di gravi indizi di colpevolezza, la Procura anche nel secondo decreto sul caso Garlasco non aveva indicato parole chiave per effettuare le analisi sui dispositivi, volendo portare avanti una ricerca a tappeto ed estesa a livello temporale per 11 anni, dal 2014, quando il magistrato divenne procuratore aggiunto a Pavia, fino al 2025. Tesi accolta dai giudici del Riesame.

Oggi è stato depositato il dispositivo della Cassazione, sesta sezione penale, che boccia il ricorso della Procura del 3 dicembre. I pm bresciani avevano sostenuto nel ricorso che “pretendere una puntuale individuazione” di “specifiche parole chiave” determinerebbe “un gravissimo ed irrecuperabile vulnus alla completezza dell’indagine”, che ipotizza che l’ex procuratore pavese abbia incassato soldi per favorire l’archiviazione di Sempio nella prima inchiesta del 2017 a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi. Venditti ha sempre respinto le accuse.

Tra l’altro, sempre il Riesame bresciano aveva annullato anche i decreti di sequestro nell’inchiesta sul presunto “sistema Pavia”, filone intrecciato con quello sul caso Garlasco. Annullati, oltre che per mancanza di parole chiave per le ricerche sulla posizione di Venditti, anche proprio nel merito dell’assenza di indizi nelle indagini a carico del magistrato in pensione e del pm Pietro Paolo Mazza, prima a Pavia e ora a Milano.

A Venditti a fine novembre erano stati riconsegnati i dispositivi, tra cui pc, telefoni e chiavette, che gli erano stati presi il 26 settembre, con le prime perquisizioni nella tranche che vede indagato anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea.















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