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Tony Dallara, addio a uno dei primi “urlatori” della canzone italiana. La rivoluzione “Romantica” (video)

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Il cantante Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è morto all’età di 89 anni. La notizia della scomparsa è stata appresa dall’Adnkronos da ambienti musicali. Il suo nome resta legato a una serie di successi entrati nella storia della canzone. Ci piace ricordare “Come prima”, “Romantica”, “Ti dirò”, fino a “Bambina, bambina”: brani che dalla fine degli anni Cinquanta segnarono una svolta nello stile interpretativo e nel gusto del pubblico. Dallara, uno dei primi “urlatori”, è stato protagonista assoluto della musica leggera italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta,  capace di segnare un’epoca con uno stile vocale innovativo e una serie di successi entrati nella storia della canzone italiana.

Muore Tony Dallara: fu uno dei primi “urlatori” della musica italiana

Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Antonio Lardera cresce a Milano, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora bambino. Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette fin da giovanissimo l’amore per la musica. Dopo la scuola dell’obbligo inizia a lavorare come barista e poi come impiegato. Ma la passione per il canto prende presto il sopravvento. Comincia così a esibirsi nei locali milanesi con alcuni gruppi vocali, tra cui i Rocky Mountains, che diventeranno in seguito I Campioni, condividendo i palchi cittadini con altri giovani destinati a segnare un’epoca.

Successi entrati nella storia

In quegli anni Tony Dallara guarda con attenzione alla musica americana: in particolare a Frankie Laine e ai Platters, rimanendo colpito dallo stile del loro solista Tony Williams. È proprio ispirandosi a quel modo di cantare, potente e ritmicamente innovativo, che Dallara rielabora il repertorio melodico italiano, introducendo una vocalità nuova, più intensa e moderna rispetto alla tradizione dominante. La svolta arriva nel 1957, quando viene assunto come fattorino all’etichetta discografica Music. Il direttore Walter Guertler lo ascolta cantare quasi per caso: va a sentirlo esibirsi al Santa Tecla di Milano e decide di metterlo sotto contratto. È Guertler a suggerirgli il nome d’arte “Dallara”, ritenendo “Lardera” poco musicale; e a fargli incidere “Come prima”, brano già presentato senza successo alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955.

La scalata delle hit-parade

Pubblicato alla fine del 1957, “Come prima”” diventa in pochi mesi un fenomeno discografico senza precedenti. Il 45 giri scala rapidamente la hit-parade italiana, rimanendo per settimane al primo posto. Venderà circa 300 mila copie, un record per l’epoca. Il successo travalica i confini nazionali, raggiungendo le classifiche dei Paesi Bassi e del Belgio. Il brano diventa un evergreen internazionale e viene inciso anche dai Platters nella versione inglese. A Dallara viene cucita addosso l’etichetta di “urlatore”, simbolo di una generazione che si allontana dalla tradizione melodica di cantanti come Claudio Villa o Luciano Tajoli per guardare ai modelli statunitensi. Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, nonostante il servizio militare, Dallara pubblica una lunga serie di successi: “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Non partir”, “Ghiaccio bollente”, “Julia”. Parallelamente si affaccia al cinema, partecipando a film che raccontano il nascente mondo della musica giovanile: come “I ragazzi del juke-box” di Lucio Fulci, accanto a artisti quali Adriano Celentano, Fred Buscaglione e Gianni Meccia.

Tony Dallara. La rivoluzione “Romantica”

Il 1960 segna il momento più alto della sua carriera. Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con “Romantica”: brano che trionfa anche a Canzonissima. “Romantica” diventa il suo più grande successo, viene tradotto in numerose lingue – persino in giapponese – e consacra definitivamente la sua popolarità anche all’estero. Anche il  1961 è un anno d’oro. Torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con “Un uomo vivo”. E conquista nuovamente Canzonissima con “Bambina, bambina”, che rappresenta l’ultimo grande exploit commerciale della sua carriera discografica. Sempre nello stesso periodo – scrive Paolo Marini sull’Adnkronos – incide “La novia”, che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi riscontri anche all’estero.

A partire dal 1962, con il mutare dei gusti del pubblico e l’affermarsi del beat, la popolarità di Dallara inizia progressivamente a diminuire. L’artista tenta nuove strade musicali, partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi degli anni d’oro. Negli anni Settanta Tony Dallara decide di ritirarsi dalla scena musicale e di dedicarsi a un’altra grande passione: la pittura. Espone le sue opere in diverse gallerie, conquistando la stima del mondo artistico e stringendo un rapporto di amicizia con Renato Guttuso. È un periodo lontano dai riflettori, ma ricco di soddisfazioni personali.

Quando il successo declinò si dedicò alla pittura

Dagli inizi degli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, Dallara torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi. Incide nuove versioni dei brani storici, partecipa a programmi televisivi e rimane una presenza riconoscibile dello spettacolo italiano. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti, senza mai interrompere il legame con il suo pubblico. Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, arrivando a trascorrere anche un lungo periodo in coma. Nonostante ciò, nel 2024 era tornato in televisione, partecipando a “Domenica In”, dove aveva emozionato il pubblico cantando dal vivo “Romantica”, “Come prima” e “Ti dirò”.

L’ultima apparizione in tv

L’ultima volta in cui il pubblico ha visto Tony Dallara in televisione è stato quasi due anni fa esatti. Era la fine del gennaio 2024, quando nel salotto di ‘Domenica In’ su Raiuno il cantante si è esibito, raccontato e anche commosso davanti a Mara Venier. “Ho pianto solo due volte nella mia vita, una a Sanremo e una qui da te” aveva esclamato fra le lacrime il cantante, all’epoca 87enne. Che, nonostante le difficoltà fisiche, era riuscito ad esibirsi regalando un momento emozionante  al pubblico di Raiuno.

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