Ex Snia, ecco i nuovi proprietari: «Il piano per la bonifica entro l’estate»
PAVIA. Hanno “nome e cognome” gli acquirenti del 61% della ex Snia (costo 362mila euro), area dismessa da 44 anni che si trova in viale Partigiani, a Pavia Est. E la nuova proprietà ha intenzione di accelerare il recupero, visto che intende concludere entro l’estate 2026 la fase della caratterizzazione, cioè la mappatura dei punti inquinati.
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I nomi
Un comunicato stampa spiega i termini dell’operazione immobiliare: «L'acquisizione definitiva del compendio ex Borgosnia – vi si legge – è stata formalizzata da parte di Unicagreen 1, società veicolo che ha rilevato all'asta circa 104mila metri quadrati dell'area ex Snia Viscosa di Pavia, pari al 61% dell'intera superficie dell'ambito di trasformazione».
La società Unicagreen 1 riunisce operatori specializzati nel settore delle bonifiche e dell'edilizia. In particolare Unica Spa (socio di maggioranza) – azienda leader a livello nazionale nel campo delle demolizioni e delle bonifiche ambientali, con sedi operative in Italia, Svizzera e Francia; Imprecom Srl – general contractor con sede a Monza, attivo principalmente nell'area milanese; Ligoratti impianti Srl – azienda specializzata in impianti, con base a Binasco e sede operativa a Cura Carpignano; B.Cube srl – società di ingegneria con oltre cento collaboratori e sedi a Milano e Roma e alcuni investitori privati. «La priorità immediata – prosegue il comunicato – è l'avvio della caratterizzazione ambientale per valutare il reale grado di contaminazione dell'area. L'obiettivo è concludere questa fase entro l'estate 2026. Sono già stati avviati colloqui con gli altri proprietari dell'area – Torino Uno (28%), Giava Srl (8,5%) e altri proprietari minori – per impostare una collaborazione coordinata sulla caratterizzazione». Raffaele Quaranta, amministratore delegato di B.Cube srl, presidente di Unicagreen srl e pavese di nascita ieri ha dichiarato: «Il nostro primo obiettivo è effettuare la caratterizzazione dell'area per valutare il reale grado di contaminazione. Contiamo di concluderla entro l'estate. Solo con un quadro completo della contaminazione potremo fare ipotesi realistiche di sviluppo. Il coinvolgimento di una realtà come Unica è stato determinante proprio perché il problema più grande dell'area resta la contaminazione, e Unica è uno dei player più importanti in questo campo a livello nazionale».
«Abbiamo costituito un gruppo molto equilibrato dove Pavia è ben rappresentata, e questa è una novità. Crediamo nelle potenzialità della città, nelle sue istituzioni prestigiose e nella sua posizione strategica». «L'area Snia – prosegue Raffaele Quaranta – può essere una grande opportunità per ribilanciare il baricentro cittadino, oggi naturalmente proteso verso la direttrice milanese». «Pavia è una città a misura d’uomo che ci invidiano in molti, che ha bisogno di un riassetto funzionale per renderla ancora più vivibile e al passo con le esigenze di oggi. Un'area come questa potrebbe contribuire a decongestionare il centro storico, che è già un salotto a cielo aperto e come tale andrebbe ulteriormente valorizzato. Non possiamo fare nessuna previsione sulla direzione di sviluppo. Certo è che il Comune ha posto delle linee guida molto precise sugli spazi verdi. Ci piacerebbe avviare dei tavoli di confronto con le realtà del territorio (Università, San Matteo, e altre cliniche private, associazioni degli artigiani e degli industriali, terzo settore e volontariato) per capire se c'è interesse a investire nell'area creando servizi per la collettività, ma prima di parlare di masterplan è necessario avere il quadro completo della contaminazione». «La nostra idea è quella di coinvolgere la cittadinanza perché sentiamo una grande responsabilità».
