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Australian Open, dall’inizio del conflitto Svitolina è (quasi) infallibile contro le russe

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Elina Svitolina non si ferma più. Dopo aver sollevato il 19esimo trofeo in carriera a Auckland, la tennista ucraina approda ai quarti di finale dell’Australian Open senza cedere neppure un set, centrando la nona vittoria del suo 2026. A farne le spese, agli ottavi, è Mirra Andreeva, anche lei fresca di titolo a Adelaide, ma mai veramente in partita contro la numero 12 del mondo.

Per la quattordicesima volta in carriera, Svitolina approda tra le migliori otto giocatrici in uno Slam. Numeri importanti per la ex 3 del mondo, che, tuttavia, con i Major ha ancora un conto in sospeso. Perché su 13 quarti di finale disputati, solo in tre occasioni si è spinta fino alla semifinale – Wimbledon 2019 e 2023 e US Open 2019 – uscendo poi sempre sconfitta in semifinale.

Significherà molto per me, ma non voglio pensarci troppo – ha sottolineato Elina in conferenza stampa -. È un’altra opportunità per andare avanti nel torneo. Voglio concentrarmi sul mio recupero. Voglio concentrarmi sul piano di gioco che devo eseguire bene. Penso che in questo momento queste siano le priorità per me. Ovviamente, se gioco bene, se riesco a fare le cose nel modo giusto, posso avere una possibilità di vincere la prossima partita”.

Svitolina e il quarto di finale n. 14: contro Gauff si gioca la quarta semifinale Slam della carriera

Ad attendere Svitolina al prossimo turno c’è Coco Gauff, numero 3 del mondo, vittoriosa in tre set contro Karolina Muchova. “Devo parlare con il mio allenatore del piano che devo mettere in pratica. Penso che abbiamo disputato alcune partite dure, vere e proprie battaglie. Credo che forse le ultime due siano state su tre set. Ricordo che abbiamo giocato la finale di Auckland un paio di anni fa e che ci siamo affrontati anche agli US Open” ha ricordato l’ucraina.

I precedenti vedono Gauff condurre per 2-1. Se Svitolina ha portato a casa il primo incontro, proprio a Melbourne nel 2021, Coco ha il vantaggio psicologico di aver vinto i successivi due confronti, entrambi datati 2024, rispettivamente in finale a Auckland e al terzo turno dello US Open. In entrambi i casi la statunitense si è resa protagonista di rimonte imperanti.
“Conosciamo entrambi bene il gioco dell’altra e penso che per me sarà importante lavorare su alcune cose, parlare con il mio allenatore ed essere pronta anche per il caldo estremo. Quindi credo che non giocheremo solo l’una contro l’altra, ma anche contro le condizioni”.

Proprio il caldo, che ha reso difficile la vita ai giocatori nella giornata di sabato, tornerà a minacciare martedì, con temperature oltre i 40 gradi. Svitolina e Gauff sono due atlete di primissimo livello, che fanno della tenuta fisica uno dei loro miglior pregi, ma le condizioni atmosferiche potrebbero essere una variabile interveniente capace di spostare gli equilibri.

Svitolina e quella statistica contro le russe: 12 vittorie da febbraio 2022

Prima di provare a raggiungere la quarta semifinale Slam, Svitolina può godersi il traguardo raggiunto, che certifica, una volta di più, il suo ritorno a grandi livelli dopo la maternità. La prova maiuscola fornita contro Andreeva consente a Elina di bussare nuovamente alle porte della top 10, distante, live ranking alla mano, una vittoria.

Oltre all’attualità tennistica, per Svitolina è arrivata anche la richiesta di approfondire una tematica delicata.
Una delle storie di questo Australian Open è il grido di aiuto espresso dalla connazionale Oleksandra Oliynykova, ribadito a più riprese, prima in un’intervista, poi in conferenza stampa dopo la sconfitta patita per mano della campionessa uscente Madison Keys. Oliynykova ha sottolineato come ai giocatori russi e bielorussi dovrebbe essere impedito di prendere parte alle competizioni a causa dell’invasione da parte della Russia ai danni dell’Ucraina, additandoli come pericolosi per le idee che veicolano.

A tal proposito, Svitolina non ha voluto sbilanciarsi. In realtà non ho nulla da aggiungere al riguardoha bruscamente chiosato circa le parole della collega. “Sinceramente non so cosa abbia detto, non ne sono davvero a conoscenza”. Le parole di Oleksandra sono state dure, cariche di un dolore inimmaginabile per chi ha la fortuna di vivere al sicuro dalle bombe. Elina ha preferito rimanere concentrata sul campo, anche se tanto ha fatto per il proprio Paese dal 2022.

Le risposte schivate in conferenza stampa le fornisce forti e chiare ogni qual volta si ritrova a sfidare una tennista russa. Perché da quell’inizio febbraio di quattro anni fa, la ex numero 3 è pressoché imbattibile quando dall’altra parte della rete c’è una giocatrice proveniente dalla Russia. Quella contro Andreeva è la dodicesima vittoria in questo lasso di tempo, al cospetto di due sole sconfitte – contro Anna Blinkova a Linz e contro la stessa Mirra a Indian Wells nel 2025 – la seconda di fila in questo Australian Open dopo quella su Diana Shnaider al terzo turno.

Scadere nei luoghi comuni è più semplice di quanto non si pensi in queste situazioni. Le fredde statistiche, in alcuni casi, sono viziate dall’emotività e forse la ricerca di significati altri, che prescindano il tennis giocato, si fa troppo profonda per un’analisi prettamente sportiva. Rintracciare un valore in quelle vittorie che vada oltre il trionfo sportivo potrebbe quasi essere retorica, ma i dati sono incontrovertibili. Qualsiasi sia il loro senso.















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