Australian Open, Musetti: “Credo si tratti di uno strappo. Ho giocato in queste condizioni tutto il secondo set”
Tanta, tanta sfortuna per Lorenzo Musetti. “Dolore e tristezza”, le sensazioni provate dall’azzurro. Un lampo in una mattinata di sole intenso in cui era avanti due set a zero e in totale controllo della gara. Anche il serbo ha ammesso di aver cominciato a pensare a fare le valigie. “Ho sentito all’inizio del secondo set che c’era qualcosa di strano alla gamba destra. Ho continuato a giocare, perché stavo giocando davvero, davvero bene“.
Una grande sfortuna
D. Lorenzo, non ho capito se hai fatto un movimento, un allungo, uno scatto che ti ha fatto emergere questo dolore oppure se è spuntato dal nulla.
Musetti: “L’ho sentito all’inizio del secondo set, ora non ricordo esattamente il momento: mi ricordo il punto, ma non il game preciso. So solo che era dal lato opposto al mio box, sulla sinistra dell’arbitro. Arrivo su una smorzata normalissima, mi sembra di perdere il punto, e non sento subito dolore. Lo avverto quando mi preparo a rispondere, nella parte alta della gamba destra. Poi mi sembra di aver brekkato, lui mi ha ribrekkato e poi l’ho ribrekkato di nuovo. In quel game ho detto al mio team che sentivo di essermi fatto male. Ovviamente loro mi hanno detto di provare a stringere i denti, e questo è quello che sono riuscito a fare“.
D. Lorenzo, volevo chiederti se, al di là di questa sfortuna tremenda, ti conforta un po’ il livello a cui sei riuscito a giocare oggi. È chiaro che un infortunio così ti butta giù, però il lavoro che hai fatto ha dato grandi risultati. La seconda cosa è: ci sono tanti infortuni, se ne parla da un po’ di tempo e cominciano presto, anche qui in Australia ce ne sono stati. Il tema è sempre quanto tempo avete per riposare e resettare alla fine della stagione.
Musetti: “Rispondendo alla prima domanda, oggi ho giocato forse una delle migliori partite della mia vita, per pesantezza e importanza della partita stessa. Credo di aver davvero messo in grande difficoltà, dal punto di vista del gioco, un giocatore che ha vinto più di tutti nella storia del tennis, e questo è sicuramente qualcosa che mi porterò a casa. Forse mi fa ancora più arrabbiare ripensarci, perché non riesco a capacitarmi di come sia arrivato questo infortunio, visto tutto il lavoro che sto facendo per preservarmi e prevenire questa mia fragilità agli infortuni.
Per la seconda domanda: giochiamo tanto, però devo dire che la stagione era appena iniziata, quindi non posso dare la colpa a uno schedule esagerato. Forse, se mi fossi fatto male a Torino dopo 8–9 settimane di fila, sarebbe stata una scusante più legata a quanto avevo giocato e sforzato il fisico. Qui venivo da un mese di preparazione e da una settimana intensa a Hong Kong, però pur sempre un solo torneo, e poi uno Slam: sono abituato a sostenerlo. Non so realmente da cosa possa derivare questo infortunio, e questa cosa mi manda un po’ in frustrazione“.
D. Hai avuto diversi infortuni negli anni, ti sei dovuto ritirare più volte negli Slam. Quanto ti preoccupa in generale il fatto che sia successo più volte e hai un’idea del perché?
Musetti: “No. Voglio dire, abbiamo fatto tutti gli esami e i test prima di iniziare la stagione per cercare di prevenire questo tipo di infortuni, e non è emerso nulla, quindi onestamente non ho parole per descrivere come mi sento in questo momento e quanto sia dura per me questo infortunio adesso“.
D. Hai un’idea più precisa di cosa ti sei fatto alla gamba e se ci fosse qualcosa in più che avresti potuto fare durante la partita per trattare il problema, fasciarla o altro?
Musetti: “Beh, per fasciarla era un po’ troppo in alto, quindi era impossibile farlo. E no, sento personalmente di conoscere il mio corpo e sono abbastanza sicuro che si tratti di uno strappo, purtroppo“.
Episodio duro e delusione
D. Come è stato appena ricordato, hai già avuto altri episodi duri come questo. Questo è il più difficile da accettare, considerando quanto bene stessi giocando e il calibro dell’avversario?
Musetti: “Sicuramente sì. Onestamente non avrei mai immaginato la sensazione di essere avanti due set a zero contro Novak, giocando così e avendo il controllo del match in questo modo, e poi essere costretto al ritiro è qualcosa che davvero non avrei mai immaginato. Ovviamente è molto doloroso“.
D. Hai notato che anche Novak stava ricevendo un trattamento per le vesciche più o meno nello stesso momento in cui tu hai iniziato a sentire il dolore?
Musetti: “No, ho visto che ha chiesto il medical time-out, ma non ero particolarmente preoccupato per lui (sorridendo)“.
D. Per quanti punti o game hai avuto la consapevolezza che non potevi andare avanti così?
Musetti: “Onestamente ho giocato quasi tutto il secondo set in quelle condizioni, ma riuscivo a giocare perché soprattutto il servizio mi aiutava molto e da fondo cercavo un po’ di spingere, e oggi sentivo davvero bene la palla. Quindi stavo cercando di resistere, di restare lì, di non pensare troppo al dolore. Ma poi, quando mi sono seduto per tre minuti e, non dico che mi sono rilassato, però sono rimasto più a lungo fermo in posizione, il dolore ha iniziato subito ad aumentare. Dopo, sentivo che soprattutto quando andavo con il dritto in open stance non riuscivo più a tornare al centro e da lì avete visto che non riuscivo praticamente più a giocare. Purtroppo non c’era alcuna possibilità, nessun modo di fasciarla o fare qualcosa per continuare a giocare“.
