Strage di Brandizzo, niente Torino: l’udienza preliminare si terrà a Ivrea in due aule video collegate
IVREA. Due aule video collegate per le udienze preliminari della strage di Brandizzo, che dovranno contenere “soltanto” imputati, persone offese e relativi avvocati (parliamo di 23 indagati al momento). La presenza del pubblico, giornalisti compresi, è infatti ammessa soltanto dal dibattimento in poi. Sarà quella la fase che metterà a dura prova le aule del tribunale di Ivrea, che hanno una capienza massima di 50 posti (presumibilmente in piedi, perché a sedere ce ne saranno una ventina).
È il piano di riserva studiato dalla Conferenza permanente del tribunale di Ivrea che si è riunita giovedì mattina ed è stata allargata alla procura generale e alla Corte d’Appello di Torino. Conferenza, tra l’altro, tutta al femminile: presenti la procuratrice capo Gabriella Viglione, la presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati Patrizia Lepore, la presidente del tribunale Antonia Mussa, la procuratrice generale Lucia Musti e la presidente della Corte d’Appello Alessandra Bassi.
Questo accade dopo il “niet” arrivato dal ministero della Giustizia alla costruzione di una maxi aula da 250 posti per il processo sulla strage di Brandizzo e per gli altri grandi processi che verranno (su tutti quello sull’Asl/to4 con 39 indagati). Inizialmente, in attesa della costruzione della maxi aula, l’orientamento sembrava quello di celebrare le sole udienze preliminari a Torino, ma adesso pare aver prevalso l’idea di non snaturare la competenza naturale del tribunale di Ivrea.
Il ministero ha motivato il suo rifiuto alla soluzione della maxi aula con la mancanza di soldi. Sarebbe costato, infatti, tra 1,6 e 1,7 milioni di euro il progetto di rimettere a posto il Meeting point, che attualmente contiene degli archivi del tribunale che devono essere messi a norma.
Non è stata oggetto di discussione, ma è allo studio da parte del Comune una soluzione intermedia sfruttando i 500mila euro messi a disposizione dalla Regione Piemonte, che non ha competenza sulla giustizia, a differenza del ministero, ma ha avuto il pregio di riconoscere l’importanza del processo sulla strage di Brandizzo e della restituzione della verità alle vittime. Tanto che, Regione, ha già annunciato che proverà a costituirsi parte civile al processo.
Ora l’obiettivo con quel mezzo milione è quello di trovare una soluzione negli immobili dei paraggi del tribunale, per costruire almeno un’aula da 120-130 posti. Il problema è che da quelle parti si tratta per la maggior parte di proprietà private, con richieste d’affitto molto importanti. Non è un mistero che il ministero reputi esosa la cifra che già si paga per l’affitto dello stabile che ospitata procura e tribunale. Tanto che in passato aveva chiesto a tutti gli enti pubblici presenti a Ivrea: dal Comune all’Inps, dall’Asl al Demanio, se fosse possibile trovare un immobile in disuso da rimettere a posto, idoneo a ospitare il palazzo di giustizia. E aveva ricevuto un sostanziale silenzio, perché in città pare non ci siano palazzi sufficientemente attrezzati per ospitare il secondo tribunale del Piemonte per popolazione servita: 515mila abitanti.
Intanto della maxi aula del tribunale di Ivrea si parlerà anche in consiglio comunale, il prossimo 3 febbraio, grazie a un’interpellanza del consigliere Massimiliano De Stefano, capogruppo Azione/Italia Viva. De Stefano chiede al sindaco: «Se sono ancora valide le ipotesi di costruire una struttura nel parcheggio adiacente al Tribunale o di trasformare il Meeting Point in maxi aula; quali iniziative politiche e istituzionali il Sindaco intende intraprendere per tutelare il ruolo del Tribunale di Ivrea e per evitare lo spostamento dei grandi processi fuori Ivrea».
